Prende il reddito
di cittadinanza
ma gira in Ferrari

Il 46 enne professionista bresciano è stato fermato al confine con la Svizzera mentre era alla guida di una Ferrari  458 cabriolet
Il 46 enne professionista bresciano è stato fermato al confine con la Svizzera mentre era alla guida di una Ferrari 458 cabriolet

In Italia risultava disoccupato e per questo aveva ottenuto il reddito di cittadinanza, ma in Svizzera girava a bordo di un Ferrari. A incastrare il «furbetto» del sussidio è stata la Guardia di Finanza di Brescia che lo ha denunciato insieme ad altre 22 persone. L’uomo, un bresciano di professione consulente finanziario con affari divisi tra l’Italia e la Svizzera, era finito nel mirino delle Fiamme Gialle che partendo dall’analisi delle sue ultime dichiarazioni dei redditi hanno scoperto come percepisse il reddito di cittadinanza nonostante non avesse il titolo. I FINANZIERI lo hanno «incastrato» dopo averlo fermato al confine tra Italia e Svizzera. Quel giorno il consulente finanziario, che promuoveva la propria attività sui social network offrendo servizi ad un parco di clienti abbienti, era stato fermato per un controllo mentre viaggiava al volante di una Ferrari 458 cabriolet presa a noleggio. Una supercar che non avrebbe potuto permettersi perché disoccupato. Indagando sull’episodio è così emerso che l’uomo in Italia aveva chiesto il reddito di cittadinanza, mentre in Svizzera si permetteva la «bella vita». IL PROFESSIONISTA 46 enne, questo quanto emerso nel corso delle indagini, avrebbe richiesto il reddito di cittadinanza all’Inps allegando alla domanda una Dichiarazione sostitutiva unica incompleta presentando inoltre un valore Isee falso. Tra il maggio del 2019 e il novembre dello scorso anno avrebbe indebitamente percepito oltre 14 mila euro che ora dovrà restituire. L’indagine della Finanza, coordinata dalla procura di Brescia (titolare dell’inchiesta è il pubblico ministero Carlo Pappalardo) partendo dal caso del consulente finanziario 46 enne, è riuscita a fare emergere la posizione di altre 22 persone che avrebbero nello stesso periodo percepito il reddito di cittadinanza nonostante non potessero accedere al sussidio. Complessivamente il gruppo avrebbe incassato circa 180 mila euro che sarebbero invece spettati a persone senza lavoro. «L’intervento - spiegano dal comando provinciale della Finanza - Rientra nell’alveo delle attività di controllo svolte nei confronti dei soggetti destinatari delle prestazioni sociali agevolate per salvaguardare gli interessi finanziari degli enti pubblici che erogano gli aiuti». •

Paolo Cittadini