le indagini

Provocò incidente in A4: bresciano verso il processo

di Paolo Cittadini
La procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per chi guidava il carro attrezzi che innescò lo scontro che causò una vittima
I mezzi coinvolti nell'incidente del 7 settembre 2021
I mezzi coinvolti nell'incidente del 7 settembre 2021
I mezzi coinvolti nell'incidente del 7 settembre 2021
I mezzi coinvolti nell'incidente del 7 settembre 2021

La procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per il 48enne di Desenzano che alla guida di un carro attrezzi del soccorso stradale avrebbe provocato l’incidente stradale sulla A4, nel tratto tra i caselli di Sirmione e Desenzano, che il 7 settembre di un anno fa è costato la vita ad Adrian Chitoroaga, un 36enne di origine moldava quel giorno alla guida di un camion di proprietà dell’ azienda padovana per cui lavorava.

Schiacciato tra il carro attrezzi e  un camion: così è morto Adrian Chitoroaga

Il camionista moldavo, residente a Vigodarzere, in provincia di Padova, era rimasto intrappolato nella cabina del suo veicolo che venne di fatto schiacciato tra l’autoarticolato che lo precedeva e il carro attrezzi condotto dal 48enne di Desenzano del Garda che nello scontro era rimasto ferito.

La prima ricostruzione dell'incidente smentita dalla perizia

Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, il 36enne avrebbe violentemente tamponato il mezzo che precedeva prima di essere a sua volta colpito dal carro attrezzi che lo seguiva. Una dinamica contestata dal consulente di parte della famiglia della vittima (Chitoroaga era sposato e padre di due figli, un maschio e una bambina di 10 e 9 anni) secondo cui sia il mezzo condotto dal 36enne moldavo, che quello che lo procedeva erano praticamente fermi (il traffico in quel momento era rallentato) e sarebbero stati investiti entrambi dal carro attrezzi del soccorso stradale.

«In conseguenza della prima collisione - scrive il consulente nella sua perizia - il mezzo del 36enne veniva sospinto in avanti verso la sua destra andando a urtare con il lato del conducente contro la parte posteriore destra del semirimorchio dell’autoarticolato che lo precedeva».

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Secondo la procura di Brescia che ha chiesto il rinvio a giudizio per il 48enne di Desenzano (l’udienza preliminare davanti al gup Francesca Grassani si aprirà il prossimo 1 dicembre) il carro attrezzi stava procedendo in prima corsia ad una velocità di 90 chilometri all’ora e l’autista non si sarebbe accorto in tempo dei due veicoli «fermi o in fase di arresto» davanti al suo nonostante in quel momento ci fossero «le condizioni ideali per la guida» (il fondo stradale era asciutto e la visibilità buona) e il tratto autostradale «fosse rettilineo e pianeggiante».

Il camion della vittima è stato tamponato dal mezzo di soccorso stradale

Il conducente nei confronti del quale il pm ha esercitato l’azione penale avrebbe cercato di evitare l’impatto sterzando verso sinistra, ma la manovra, e la frenata, sarebbe stata tardiva. Il mezzo del soccorso stradale coinvolto nello schianto, come sottolinea il pm nella richiesta di rinvio a giudizio, avrebbe per due volte (ad una velocità di 72 chilometri all’ora) colpito «con la parte anteriore centro destra» il camion guidato dal 36enne moldavo che, rimasto incastrato tra le lamiere contorte del suo mezzo pesante, era deceduto poco dopo lo scontro.