L'APPELLO

Quei 45mila prenotati che non si sono fatti vivi. «Non tornino tutti il 15»

di Silvana Salvadori
Vaccini, anche chi non si è presentato potrà comunque riprenotarsi
Vaccini, anche chi non si è presentato potrà comunque riprenotarsi
Vaccini, anche chi non si è presentato potrà comunque riprenotarsi
Vaccini, anche chi non si è presentato potrà comunque riprenotarsi

Fra luglio e agosto quasi 45mila bresciani hanno prenotato la loro prima dose di vaccino anti Covid-19 e non si sono presentati all'appuntamento. Sono tanti, tantissimi. Perché, al di là dell'opportunità o meno di scegliere di non vaccinarsi durante una pandemia, si è trattato di prestazioni sanitarie prenotate di cui nessuno ha usufruito che la collettività ha dovuto pagare (medici e infermieri erano tutti presenti e pronti a fare il loro lavoro): i vaccini non utilizzati sono andati sprecati (una volta scongelati non possono essere ricongelati) e si sono allungati i tempi di attesa per voleva davvero la vaccinazione e magari non ha trovato posto per settimane, con tutti i rischi del caso. «Siamo arrivati ad avere 2.400 posti prenotati a vuoto in un solo giorno all'hub della Fiera di Brescia, un numero grandissimo. Se in quei due mesi avessimo potuto vaccinare davvero quanti si erano prenotati, ora ci troveremmo in un'altra situazione» ha affermato Annamaria Indelicato, direttrice sanitaria dell'Asst Spedali Civili di Brescia che ha il coordinamento degli hub vaccinali. Le mancate vaccinazioni danneggiano due volte la collettività e possono mettere a rischio il piano vaccinale: «Chiediamo rispetto per il nostro lavoro, per quello dei medici, del personale sanitario, dei volontari sempre presenti. Poi abbiamo bisogno che le persone cui manca ancora la prima dose si prenotino al più presto, abbiamo ancora 1.300 posti liberi questa settimana, non aspettino di arrivare a ridosso del 15 ottobre. Gli hub di prossimità che stiamo inaugurando - dice la direttrice sanitaria - non sono adatti a sostenere lunghe code, non ci sono gli spazi, non sono stati pensati per questo».Per fare una proporzione: in Fiera si era arrivati a 10mila dosi al giorno, ora il target è 10mila a settimana fra prime, seconde e terze dosi in tutti gli hub. Il direttore generale dell'Ats di Brescia Claudio Sileo aggiunge: «Questi 45 mila "ritardatari" della prima dose hanno creato un danno, perché slot andati a vuoto significano soldi buttati e tempo perso. Noi siamo pronti a vaccinarli anche adesso, i vaccini ci sono e gli hub di prossimità sono quasi tutti pronti e operativi, ma serve collaborazione da parte loro affinché si prenotino velocemente e non pongano questioni se gli spazi della Fiera non sono più disponibili e li mandiamo altrove. Nel frattempo stiamo concludendo gli accordi per aprire un hub vaccinale sul Garda»..