le reazioni

Manlio Milani: «Rispettiamo la decisione. Ma così è offesa ai morti»

Il commento del presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime: «Non abbiamo mai cercato un colpevole a tutti costi. Dalla difesa una caduta di stile, da Tramonte volgarità e stupidaggini»
Manlio Milani in aula
Manlio Milani in aula
Manlio Milani in aula
Manlio Milani in aula

«Non abbiamo mai cercato un colpevole a tutti i costi , ma il colpevole. Quella di oggi da parte della difesa di Tramonte è stata una caduta di stile che è offensiva nei confronti delle vittime, ma soprattutto nei confronti della città. Comunque noi rispettiamo questa decisione e ci prepariamo per l’8 luglio». Manlio Milani, presidente della Casa della memoria e dell’associazione familiari delle vittime di piazza Loggia, visibilmente provato prima dall’attesa e poi dall’esito dell’udienza, nei minuti successivi alla lettura dell’ordinanza, si limita a un breve commento e ribadisce: «Oggi è saltato fuori che le parti civili volevano a tutti i costi un colpevole. Ecco, questa è una perdita di stile da parte degli avvocati di una difesa che totalmente non conosce la vicenda processuale di questa città che è partita non accettando quella prima istruttoria e anche quando, come nel caso di Delfino ha riconosciuto che non c’erano sufficienti prove, ne ha preso atto. Quindi credo che debbano rispettare questo». Ma non è tutto: «Poi ci sono state le stupidaggini e le volgarità di Tramonte che è meglio non commentare. Al momento l’unica riflessione è quella di dire che abbiamo sempre rispettato la legalità e ci siamo sempre basati sul principio del rispetto della regola. Accettiamo anche questo e l’8 luglio ci prepareremo a questo».

Il procuratore generale Guido Rispoli prende atto che la Corte ha ammesso l’istanza di revisione, e quindi non l’ha considerata manifestamente inammissibile, per sentire «la moglie e la sorella di Tramonte anche perchè le due donne non risultano essere mai state sentite nel corso dei processi». Soddisfazione, evidentemente, da parte dei legali di Maurizio Tramonte: «L’accoglimento verrà disposto all’esito del procedimento quando ci sarà il vero e proprio approfondimento in contraddittorio delle parti. Noi avevamo indicato tre mezzi di prova, due sono stati accolti. Dalle fotografie si vede chiaramente che quell’uomo non è Tramonte, quindi a mio parere non serve nemmeno un’altra perizia su quelle foto». Ma l’avvocato Pardo Cellini spiega anche che «l’argomento interessante sarà quello dell’escussione delle prove della sorella e della moglie che è stata tanto osteggiata dalle parti civili. A mio parere immotivatamente perchè io credo che tutti noi nelle revisioni cerchiamo la verità. Quando io ho parlato del fatto che siamo pubblici ministeri nel nostro studio, mi riferisco proprio a quello. Noi in tutti questi anni abbiamo studiato tutte le sentenze, i passaggi salienti. È un lavoro enorme quello della revisione e il procuratore generale ha sostanzialmente ripercorso tutti i nostri passaggi, criticandoli, però anche lì non si è compreso che la forza di questa revisione ci poteva essere. Quindi speriamo che si faccia giustizia, quella vera».

«La prima, quella del processo precedente, affonda le radici su aspetti d’ingiustizia -conclude il legale -in quanto la moglie e la sorella di Tramonte riferiranno sulla presenza in piazza perchè il punto nostro centrale della revisione è proprio quello. L’aspetto baricentrico è quello perchè la revisione si fonda su quello: l’elemento centrale della condanna si fonda sul riconoscimento in piazza, quella mattina, di Maurizio Tramonte. Le due signore verranno interrogate dalla corte su questi aspetti: se Tramonte era con la barba, senza barba all’epoca quando si è sposato, la moto è della settimana successiva alla strage. Il centro del processo è quello». Tutto adesso è aggiornato a luglio.•. M.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA