LA RIPARTENZA

Rsa, la proposta Brescia ha fatto «da apripista»

Visite aperte già da due mesi, il modello alla base dell'ordinanza del ministro Speranza
Non solo visite. Nelle Rsa tornano anche gli abbracci
Non solo visite. Nelle Rsa tornano anche gli abbracci
Non solo visite. Nelle Rsa tornano anche gli abbracci
Non solo visite. Nelle Rsa tornano anche gli abbracci

Brescia si è dimostrata pioniera anche nella vicenda delle Residenze sanitarie assistenziali: non solo le strutture del nostro territorio hanno aperto le visite già da un paio di mesi (seppur con limitazioni ai contatti fisici e altre misure rigorose), ma avevano anche già ben chiaro il modello da utilizzare per permettere gli ingressi con maggiore libertà.

Un modello illustrato pochi giorni fa e riportato nel dettaglio e che è alla base dell’ordinanza diramata sabato dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Le linee guida nazionali erano tanto attese dalle dirigenze delle Rsa bresciane, che fino a sabato avevano dovuto prendere decisioni autonomamente e assumersi le relative responsabilità, fatto non da poco visti i precedenti pesantissimi della prima ondata della scorsa primavera quando le principali e prime vittime sono state proprio le persone ospitate nelle Rsa.

Per questo da mesi chiedevano un protocollo omogeneo nazionale, con chiara definizione di responsabilità e ruoli delle varie figure che animano la quotidianità di una casa di riposo. Giusto il tempo di recepire tutte le indicazioni, questa volta dettagliate, del ministero della Salute (quindi verosimilmente ci vorrà ancora qualche giorno) poi nelle Residenze bresciane torneranno gli abbracci, seppur non per tutti. L’ordinanza infatti permette ai familiari vaccinati di entrare nelle Rsa e pure di avere un contatto fisico con i loto cari. Ma non esclusivamente chi possiede il «green pass» potrà accedere, bensì anche chi risponde ai requisiti specificati dall’articolo 9 del Decreto Legge 52 del 22 Aprile 2121, ovvero chi esibisce un tampone eseguito nelle 48 ore precedenti oppure la presenza degli anticorpi da malattia. Le Rsa devono garantire una programmazione degli accessi, che devono riguardare di norma non più di due visitatori per ospite per visita (possibili eccezioni per situazioni specifiche); sono da preferire gli spazi all’aperto e i percorsi separati. Si mantiene la massima severità nell’uso di dispositivi di protezione: l’ordinanza precisa infatti che «il possesso e la presentazione delle certificazioni verdi non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio». Viene regolamentato anche il contatto fisico che, precisa il testo, «può essere preso in considerazione - si legge -. L'interazione con contatto fisico può avvenire esclusivamente tra familiare/visitatore in possesso della Certificazione verde e di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi, fatte salve diverse motivate indicazioni della Direzione sanitaria ovvero del referente medico o del medico curante (per esempio nel caso di un ospite con controindicazione alla vaccinazione)». Insomma il suggerimento normativo bresciano ha fatto scuola per indicazioni che sono arrivate da Roma nel pomeriggio di sabato e che quindi hanno richiesto un po’ di tempo per decifrarle appieno e per metterle in pratica. «Ad una prima lettura mi sembra un buon passo avanti – ha dichiarato a caldo Stefania Mosconi, direttrice della Fondazione Casa di Dio – in settimana predisporremo le nostre strutture ma da subito accogliamo i nuovi ingressi che fino ad oggi erano in attesa di capire la vicenda della quarantena». Stefania Mosconi si riferisce ad un punto poco evidenziato ma essenziale per le famiglie che attendono di far ospitare un loro parente in una Residenza sanitaria assistenziale: l’ordinanza stabilisce infatti che un nuovo ospite non deve fare la quarantena se è stato vaccinato mentre prima «in mancanza di direttive veniva messo in isolamento anche se aveva terminato il percorso vaccinale, come è il caso di tutte le persone in attesa», ha precisato ancora la direttrice della Fondazione Casa di Dio.•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti

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