Smog, polveri sottili alle stelle e centraline «a singhiozzo»

Da quasi due settimane ormai le polveri sottili a Brescia e provincia hanno superato il livello di guardia
Da quasi due settimane ormai le polveri sottili a Brescia e provincia hanno superato il livello di guardia

Forse è bene davvero chiudersi in casa. Non solo per difendersi dal Covid ma anche per non mettere il naso nella cappa di aria pessima che da giorni opprime la città. Da nove giorni, ormai, le polveri sottili sono costantemente sopra i limiti in provincia e per giunta vanno in crescendo senza curarsi minimamente delle limitazioni al traffico in vigore da martedì. Al decimo giorno scatteranno le misure d’emergenza di secondo livello. Le ultime rilevazioni delle centraline comunicate da Arpa Lombardia e relative al Pm10, danno 98 microgrammi per metro cubo (ug/mc) in Broletto in piena Ztl, 82 al Villaggio Sereno, 138 a Rezzato. Sono fuori norma persino Sarezzo (72) e Odolo in zona C a quota 90. E si sa che non dovrebbero superare i 50 ug/mc. La nuova centralina di via Tartaglia, poi, giovedì era fuori uso. Con le centraline che vanno a singhiozzo, da inizio d’anno il Broletto ha collezionato 15 giorni fuori norma, il Sereno 25 come via Tartaglia, Rezzato 28, Sarezzo 16 e Odolo 26. Non c’è da stare allegri soprattutto con l’anticiclone che tiene ferma l’aria. La centralina del Broletto non ha funzionato dal 19 al 22 e negli altri giorni a partire da mercoledì 17 è stata sempre fuori con punte di 101 ug/mc il 18 e di 110 il 24. Quella del Sereno è sempre sopra il limite dal 17, come via Tartaglia che ha superato quota 100 il 18. A Rezzato si registrano valori costantemente sopra il limite da lunedì 15, con 107 ug/mc il 18 e un rialzo continuo dal 23 con 106, 135 e 138 ug/mc. Anche Sarezzo non torna alla normalità dal 17 e Odolo dal giorno prima. La situazione dura da anni, e la sentenza della Corte europea del 10 novembre scorso condanna l’Italia per il «superamento continuato e sistematico dei valori limite applicabili alle microparticelle (Pm10) in determinate zone e agglomerati». Per l’agglomerato di Brescia la corte registra superamenti del valore limite giornalieri dal 2008 al 2017 (ultimo anno considerato) e del valore limite annuale negli anni dal 2008 al 2013, nel 2015 e nel 2017. Con la precisazione che «il superamento è tuttora in corso». Le aree peninsulari sotto accusa sono tante, ma poche con performance negative come Brescia. In ogni caso, «la Repubblica italiana è condannata alle spese», sentenzia la Corte. Di fronte a tale situazione, il Tavolo Basta Veleni minaccia azioni contro Comune, Provincia e Regione. «Il Sindaco di Brescia ha preso responsabilmente posizione sulla necessità di contenere il contagio da Covid che a Brescia sembra fuori controllo – si legge in un comunicato diffuso in questi giorni -, ma nello stesso tempo ha taciuto sul fatto che l’aria della città è in stato di allarme, contrariamente ad altri suoi predecessori che, in casi analoghi, hanno sempre ritenuto doveroso informare la cittadinanza». «Forse pensa che due problemi di questa portata, diffusi in contemporanea – si chiede -, siano troppi per rischiare di terrorizzare la popolazione della città?». Basta Veleni punta l’indice anche contro le centraline Arpa. «Quelle del Broletto e del Villaggio Sereno, da sempre considerate obsolete – sottolinea -, dimostrano che è impossibile certificare tutti i dati». In particolare, la centralina da traffico del Broletto «dopo aver superato la soglia di tolleranza con un valore doppio – precisa -, per 3 giorni consecutivi non ha più raccolto dati. Quella del Sereno ha evidenziato una situazione quasi analoga e anche le 2 nuove centraline di San Polo e via Tartaglia cominciano a dare i primi segni di black out nel mese di febbraio». Per tutto questo, prosegue il tavolo ambientalista «riteniamo maturi i tempi per avviare azioni e provvedimenti adeguati alla necessità - conclude la nota - nei confronti di Comune di Brescia, Provincia e Regione». •.