Solo il colore arancione può completare il rientro

La scuola cerca un rientro in sicurezza
La scuola cerca un rientro in sicurezza

Il pressing non è mancato: dagli studenti, dai comitati dei genitori, dall’associazione dei Comuni e da alcune Regioni. Ma alla fine ha prevalso la scelta iniziale: per il rientro in presenza delle classi seconde e terze medie, e per le superiori al 50 per cento (75 mila iscritti in provincia) bisogna aspettare il colore arancione. Pesa il grande movimento di giovani connesso alla frequenza delle scuole superiori con un massiccio utilizzo del trasporto pubblico. Inoltre, il rischio contagio sale, fra gli studenti, con l’età. Così, per ora, e non è chiaro fino a quando, più o meno 75 mila studenti proseguiranno con la didattica a distanza che, pur rodata e meglio funzionante, alla lunga inizia a diventare insopportabile. Per le superiori, in prospettiva, ci sarà subito il nodo trasporti, al momento ancora alle prese con l’incognita riguardo ai finanziamenti necessari e con il problema dei due orari di entrata e uscita legato anche alla scelta del 50 o 75 per cento degli iscritti. Per queste classi di studenti la Lombardia ha lanciato lo screening sperimentale ancora prima del governo, chiedendo l’adesione volontaria delle scuole e delle loro componenti, ma al momento tutto è ancora fermo in attesa di conoscere la data del rientro. Pare che l’adesione sia stata soddisfacente, con una cinquantina di istituti. «Sarà l’Ats, in sinergia con i singoli istituti che si sono resi disponibili, a organizzare e gestire l’iniziativa che comporta anche l’eventualità di effettuare il tampone in presenza di un ambiente adatto», dice il dirigente dell’Ufficio Scolastico di Brescia, Giuseppe Bonelli. Continua la «Dad», prosegue anche la possibilità di accesso in presenza ai laboratori, qualora siano strategici per l’indirizzo di studio. E rimane la possibilità di frequenza per i disabili e i ragazzi con bisogni educativi speciali, con risposta puntuale delle scuole. Pochi, invece, i laboratori attivati nel periodo pre pasquale, quando i numeri relativi ai contagi aumentavano anche fra studenti e docenti, anche se quasi mai si sono dovuti affrontare veri e propri focolai. Attualmente ci sono ancora studenti e docenti a casa in quarantena, quindi si dovranno fare i conti con queste assenze. I giovani delle superiori protestano, come i genitori dei ragazzi di seconda e terze medie: stanno raccogliendo i dati di un questionario sulla Dad che presto saranno resi noti. I più preoccupati sono gli studenti di quinta considerato che la Maturità si avvicina. Venerdì Bonelli incontrerà i presidi per parlare delle modalità della prova orale, che scatterà dal 16 giugno e pare simile a quella dello scorso anno nell’organizzazione: Commissione interna, con presidente esterno - 239 nel Bresciano -, interrogazione a partire da un elaborato, con possibilità quest’anno di non ammissione se con tutte le cautele del caso. Sempre dopodomani sono in programma gli Stati generali della Consulta degli studenti, in collaborazione con l’Ust: obiettivo puntato su sostenibilità e Agenda 2030.•. Ma.Bi.

Magda Biglia