Sorelle maltrattate:
minorenni portate
in struttura protetta

La sede della Procura dei Minori che ha preso il provvedimento sulle due ragazze straniere FOTOLIVE
La sede della Procura dei Minori che ha preso il provvedimento sulle due ragazze straniere FOTOLIVE

Sono state portate al sicuro in una struttura di accoglienza protetta due delle quattro sorelle di origini straniere che lunedì pomeriggio si sono presentate al pronto soccorso della Poliambulanza al termine dell’ennesima lite domestica. La Procura dei minori così ha deciso, come da prassi, per le più piccole. Le altre due sorelle, quelle già maggiorenni, avrebbero comunque trovato un alloggio al riparo dalle violenze psicologiche e fisiche che, secondo i loro racconti, in famiglia erano all’ordine del giorno.


UNA SITUAZIONE che sarebbe arrivata a livelli insostenibili e alla quale le quattro giovani donne lunedì pomeriggio avrebbero reagito con determinazione, scappando e chiedendo aiuto. E quando sono arrivate al pronto soccorso della Poliambulanza, la mobilitazione è stata totale tanto da non passare inosservata agli occhi degli altri pazienti. I medici si sono subito attivati oltre che nell’assistenza anche chiedendo l’immediato intervento dei servizi sociali e della polizia. Su quanto accaduto prima dell’arrivo delle giovani al pronto soccorso della Poliambulanza - testimoni parlano di minacce di morte e botte in famiglia - e sulle loro condizioni fisiche, non emergono dettagli. È comprensibilmente stato elevato un muro protettivo di sicurezza nei loro confronti, riserbo e cautela sono le parole d’ordine in attesa degli accertamenti.


A PARTIRE dai referti medici, che dovranno confermare la compatibilità delle loro lesioni con i maltrattamenti che le quattro sorelle sostengono di aver subito dai familiari. Nei prossimi giorni le ragazze potrebbero decidere di sporgere denuncia per le vessazioni che sostengono di aver subito, oppure di rientrare fra le mura domestiche. Agli inquirenti, ora, il delicato compito di raccogliere ogni elemento utile a chiarire la vicenda.

Paola Buizza

Suggerimenti