Tempo di abbracci veri nelle Rsa: tutti commossi e felici

Il calore di una carezza  è riuscita ad emozionare tutti, parenti e anche operatori della casa di riposoTornano gli abbracci per chi da tempo non stringeva i propri cariStefania Mosconi  insieme agli ospiti della Rsa di via Vittorio Emanuele
Il calore di una carezza è riuscita ad emozionare tutti, parenti e anche operatori della casa di riposoTornano gli abbracci per chi da tempo non stringeva i propri cariStefania Mosconi insieme agli ospiti della Rsa di via Vittorio Emanuele

La paura che questo momento sarebbe arrivato troppo tardi, l’emozione invece di poterlo finalmente vivere: stringersi di nuovo le mani, accarezzarsi il viso dopo mesi infiniti di lontananze obbligate e di incontri filtrati da schermi in plexiglass. Ieri pomeriggio nella Rsa Casa Di Dio la commozione ha preso il sopravvento: gli occhi lucidi e il sorriso sulle labbra di parenti e ospiti (ma anche degli operatori) hanno segnato un altro piccolo passo verso la normalità. Alle 15.30 si sono aperte le porte della residenza di via Vittorio Emanuele II. Ma non è stato un giorno come un altro: dopo tanto tempo gli incontri tra alcuni familiari si sono svolti senza barriere, seduti insieme negli spazi dedicati. Giuliano ha potuto festeggiare le prime 105 primavere della mamma Bruna, compiuti lo scorso 23 febbraio: la nonnina più «grande» della struttura, da otto anni sua ospite e in grandissima forma. «Pochi mesi fa avuto il Covid, nemmeno se n'è accorta. (...)

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Marta Giansanti

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