IL NODO IRRISOLTO

Trasporti, «inevitabili» i due ingressi

Il nodo trasporti sempre in primo piano per la prima campanella
Il nodo trasporti sempre in primo piano per la prima campanella
Il nodo trasporti sempre in primo piano per la prima campanella
Il nodo trasporti sempre in primo piano per la prima campanella

O il doppio ingresso alle 8 e alle 10, o la Dad per 30 studenti ogni 100. L’Agenzia del Tpl avverte le scuole superiori che alla ripresa di settembre si ripresenterà, aggravata, la situazione vissuta per ultimo nel trimestre aprile-giugno, e bisognerà scegliere. Nello stesso tempo offre la disponibilità, dove è possibile, ad anticipare il secondo ingresso alle 9 per facilitare gli orari di uscita degli studenti e ridurre al minimo i disagi. Con le attuali regole fissate da Roma (e non si prevedono cambiamenti), i numeri non permettono altro. L’indirizzo del Governo prevede il 100 per cento di presenze in classe e l’80 per cento di capienza sui pullman. Ma almeno per il Tpl il numero è fittizio. A parte le incertezze sugli indirizzi di Palazzo Ghigi in tema di trasporti e di eventuale utilizzo del Green pass, i pullman si riempiono in base alle esigenze e non alle quote teoriche fissate. Ci son direttrici verso le scuole che raccolgono una cinquantina di studenti, e non i 62/63 dell’80 per cento (50 seduti e 12/13 in piedi) a fronte dei 75 trasportabili. E l’esperienza dei mesi scorsi insegna che da noi la capienza media dei bus non supera il 70 per cento. Questa è la realtà descritta dal presidente dell’Agenzia Claudio Bragaglio. Ma aggiunge pure il tema irrisolto dei finanziamenti aggiuntivi che hanno permesso di far fronte all’emergenza fino a giugno con l’ingaggio dei bus Ncc (Noleggio con conducente). E su questo fronte non vede segnali che facciano pensare a nuove risorse. Per di più, la ripresa del turismo cancella le ampie disponibilità della primavera, quando gli Ncc sostavano in garage inutilizzati, e la ricerca di mezzi aggiuntivi risulterebbe difficile. I conti dell’Agenzia dicono che il complesso sistema del Tpl bresciano dispone di 700 mezzi, che nelle ore di ingresso alle scuole (dalle 6.30 alle 8) compiono 850 corse extraurbane per una popolazione scolastica di 65 mila studenti (tra statali, paritarie e Cfp), 40 mila dei quali usano il Tpl. Va dunque da sé che il 70 per cento di capienza nella realtà si traduce in 30 studenti ogni 100 che restano a casa. Se invece si rifiuta la Dad in ossequio agli indirizzi di Roma, il doppio ingresso diventa inevitabile. È un segnale che Bragaglio, prossimo a passare la mano al successore fra una dozzina di giorni dopo un anno di proroga per Covid, manda ai presidi prima della seconda metà di agosto, quando si conosceranno gli effettivi iscritti alle varie scuole e sulla base di questi l’Agenzia predisporrà il Piano di trasporto, verosimilmente tra il 20 e il 25 agosto. «Possiamo gestire le presenze di tutti solo se il 30 per cento degli studenti farà il secondo ingresso alle 10», sottolinea con la precisazione che, nel solco della collaborazione sperimentata dal 15 aprile 2020 al Tavolo prefettizio del Tpl, «nelle situazioni che lo permettono la seconda entrata potrà essere anticipata alle 9». Va tenuto comunque presente che la provincia bresciana è lunga 160 chilometri, e solo in alcuni casi (è accaduto a Orzinuovi) le percorrenze permettono al pullman di andare e tornare in un’ora. Il Piano che l’Agenzia si prepara a predisporre, perciò, prevederà la doppia opzione della Dad e del doppio ingresso. Ma «attrezzatevi per il secondo turno - è il messaggio ai dirigenti scolastici -, la Dad potrà essere drasticamente ridotta o evitata se riusciamo a governare il secondo ingresso con soluzioni sartoriali per ogni scuola».•.

Mimmo Varone

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