Uccise la moglie, preso dopo 4 anni

di Giuseppe Spatola
Daniela Bani in una foto con il figlio: la donne venne uccisa con 39 coltellate in camera da lettoChaanbi Mootaz era ricercato dal 2014 a livello internazionale
Daniela Bani in una foto con il figlio: la donne venne uccisa con 39 coltellate in camera da lettoChaanbi Mootaz era ricercato dal 2014 a livello internazionale
Daniela Bani in una foto con il figlio: la donne venne uccisa con 39 coltellate in camera da lettoChaanbi Mootaz era ricercato dal 2014 a livello internazionale
Daniela Bani in una foto con il figlio: la donne venne uccisa con 39 coltellate in camera da lettoChaanbi Mootaz era ricercato dal 2014 a livello internazionale

L’arresto è del 29 gennaio, portato a termine con un blitz della polizia tunisina. E davanti alle divise Chaanbi Mootaz, destinatario di un provvedimento restrittivo italiano esteso a livello internazionale dall’Autorità Giudiziaria di Brescia, non ha opposto resistenza consegnandosi ai connazionali. L’uomo per la giustizia italiana ha ucciso barbaramente la moglie Daniela Bani con 39 coltellate. Un delitto avvenuto a Palazzolo sull’Oglio nel settembre del 2014 e per cui Mootaz è stato condannato a 30 anni di carcere. Dopo aver ammazzato la donna con decine di coltellate, l’assassino era scappato nel paese natale per evitare la galera. In patria, secondo le indiscrezioni filtrate dal Viminale, Mootaz si era ricostruito una vita e pure una famiglia. Per cinque anni è stato una primula rossa capace però di scrivere su Facebook, apparentemente senza che nessuno in Tunisia riuscisse a trovarlo e dare esecuzione all’ordine di cattura internazionale. Mootaz e la moglie avevano due figli piccoli, che ora sono tutelati dai nonni materni. E proprio la madre della vittima, Giuseppina, poche settimane fa aveva rivolto un appello pubblico al ministro dell’Interno, Mattero Salvini, affinchè si interessasse della vicenda. Il titolare del Viminale aveva subito chiesto informazioni a Tunisi e spinto perchè il fuggitivo fosse individuato e fermato. «L’operazione di polizia non restituirà Daniela, ma ci fa sperare che sia fatta finalmente giustizia - ha detto salvini -. Ringrazio i nostri investigatori e le autorità di Tunisi, che si sono confermate collaborative e di parola. Mando un abbraccio affettuoso alla signora Giuseppina e ai due nipotini». In attesa della richiesta di estradizione dell’Italia, Mootaz rimarrà in carcere a Tunisi dove è stato portato dopo l’arresto. Gli inquirenti italiani, peraltro, dovranno chiarire chi ha dato aiuto logistico all’uomo dopo la fuga. «UN PRIMO passo per dare giustizia a una famiglia che da anni lotta per ricordare Daniela Bani - è intervenuta il consigliere regionale Viviana Beccalossi -. Incredibile che in quasi cinque anni i parenti siano stati costretti a subire, oltre alla perdita di Daniela, anche la beffa di un assassino condannato dalla giustizia italiana ma libero di circolare, presentare ricorsi impedendo alla famiglia di ricevere risarcimenti e addirittura comunicare su Facebook». Più diretto l’onorevole Paolo Grimoldi, segretario lombardo della Lega e vice presidente della Commissione Esteri della Camera: «L’arresto di Chaanbi Mootaz è importante quanto quello di Cesare Battisti e dimostra che la giustizia da noi sta riprendendo a funzionare». Stesso piglio per Riccardo De Corato, assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia. «Finalmente la polizia tunisina ha arrestato Chaanbi Mootaz - ha sottolineato De Corato -. Condannato a 30 anni di carcere, fino ad oggi, non ne ha scontato nemmeno uno. Per tutto questo tempo è andato avanti a vivere liberamente, ma ora basta. Molto bene che sia stato arrestato, anche se con 5 anni di ritardo, l’importante è che ora sia stato preso. Adesso venga consegnato alla giustizia italiana e sconti in carcere i 30 anni di condanna fino all’ultimo giorno». L’ultimo passo sarà quello dell’estradizione che l’Italia dovrà chiedere a Tunisi per riavere Mootaz. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it