LA PANDEMIA

Un anno fa in Italia
scattava il mini lockdown

Il 26 ottobre 2020, con i contagi oltre i 20mila casi al giorno, entravano in vigore le nuove misure di sicurezza per salvare le festività di Natale.

Un anno fa l’Italia si avviava verso il mini lockdown per salvare le feste di Natale ed evitare la chiusura totale. I virus correva veloce e per tutelare salute ed economia, garantendo indennizzi immediati per tutte le categorie penalizzate, il governo decise di varare misure più restrittive con un nuovo Dpcm. Non c’era altra scelta con i numeri schizzati ad oltre 21mila casi in un giorno (dato del 25 ottobre 2020). Sul tavolo del premier le proiezioni degli esperti per le settimane successive mostravano  tutti gli indicatori cerchiati di rosso. Bisognava intervenire rapidamente. Da lunedì 26 ottobre 2020, e fino al 24 novembre 2020, scattò la chiusura per teatri (che solo l’11 ottobre di quest’anno hanno potuto riaprire al 100% della capienza) impianti da sci, piscine e palestre, fiere, centri culturali, parchi tematici e l’orario fino alle 18 per bar e ristoranti. Vietate le feste e Dad fino al 100%. A un anno di distanza, sebbene permanga l’emergenza sanitaria, la situazione mostra numeri di tutt'altra portata. Oggi, domenica 24 ottobre 2021, i casi rilevati in Italia sono 3.725 a fronte di 403.715 tamponi (in Lombardia 393, di cui 42 nel Bresciano,  su 94.483 tamponi), il 24 ottobre 2020 furono 19.644 su 177.669 tamponi eseguiti (in Lombardia 4.956, di cui 309 nel Bresciano, a fronte di 32.729 tamponi).  I decessi, in Italia, oggi sono 29 a fronte dei 151 di un anno fa.   La campagna vaccinale anti Covid procede a pieno ritmo con l'82,14% della popolazione italiana over 12 che ha completato il ciclo. Mentre l'introduzione dell'obbligo del Green pass sui luoghi di lavoro se da una parte ha spinto, sebbene relativamente, gli scettici a sottoporsi alla prima dose di vaccino, dall'altra ha aumentato il numero dei tamponi per coloro che il certificato non ce l'hanno, permettendo di fare emergere anche casi positivi asintomatici con la conseguenza di un migliore tracciamento dell'epidemia. L'emergenza, nonostante la buona copertura vaccinale della popolazione, non è da considerarsi archiviata, anche per il maggiore indice di trasmissibilità della variante Delta.

  Il Report di sorveglianza pubblicato dall'Istituto superiore di sanità spiega che l’efficacia dei vaccini anti-Covid «rimane alta» rispetto alle varianti Alfa e Delta del virus SarsCoV2, anche se si rileva un leggero calo di efficacia rispetto alla Delta.   «In generale, sebbene si osserva una diminuzione dell’efficacia nella fase epidemica Delta - si sottolinea - l’efficacia preventiva nei confronti di ricoveri (92% nella fase Delta contro 95% nella fase Alfa), terapie intensive (95% fase Delta vs 97% fase Alfa) e decessi (91% fase Delta vs 97%) rimane alta».

P.Bui.

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