CINQUE PROVVEDIMENTI

Violenza al Rigamonti: c’è un Daspo di 8 anni

di Mario Pari
La notifica nei giorni scorsi a un giovane dell’Ovest bresciano. Nel corso dei disordini in occasione di Brescia-Perugia del 14 maggio fu presa a cinghiate un’auto della polizia
Il daspo è un provvedimento  emesso dal Questore sulla base delle indagini e degli accertamenti svolti dopo i disordini
Il daspo è un provvedimento emesso dal Questore sulla base delle indagini e degli accertamenti svolti dopo i disordini
Il daspo è un provvedimento  emesso dal Questore sulla base delle indagini e degli accertamenti svolti dopo i disordini
Il daspo è un provvedimento emesso dal Questore sulla base delle indagini e degli accertamenti svolti dopo i disordini

In quella giornata non c’era stata solo una vittoria che aveva fatto sperare. In particolare, non c’era stato solamente lo sport, con gli ultimi momenti felici per i tifosi del Brescia, felici per aver conquistato le semifinali con il Monza, battendo il Perugia lo scorso 14 maggio. La violenza aveva lasciato nuovamente il segno in città con gesti veramente pesantissimi, quali cinghiate vibrate contro l’auto di servizio della polizia di Stato. Sin dai giorni successivi però le indagini portarono a individuare coloro che erano considerati responsabili dei disordini e da parte del questore di Brescia Giovanni Signer erano stati emessi cinque Daspo, ovvero i provvedimenti che vietano, al destinatario, la presenza agli avvenimenti sportivi. Ma gli accertamenti, evidentemente non erano conclusi.

Soltanto recentemente è stato notificato un Daspo, la cui durata raramente si abbatte su chi va allo stadio con intenzioni diverse dall’assistere a una partita. Si tratta di otto anni, accompagnati dall’obbligo di firma, durante le manifestazioni sportive. Destinatario, un giovane residente nell’ovest bresciano che quindi per un po’ dovrà dimenticare il Rigamonti. In queste ore si è rivolto alla magistratura per potere ottenere la sospensione dell’obbligo di firma dovendo andare all’estero. Un’esenzione quindi, per il periodo in cui rimarrà lontano dall’Italia. Rimane il fatto che alla luce di quanto accaduto si deve purtroppo prendere atto di come la violenza sia ancora presente negli ambienti del tifo bresciano. Questo evidentemente non significa fare di tutta l’erba un fascio, ma è indicativo di come gravi fatti possano sempre accadere. Il Daspo nei confronti del giovane raggiunto dal provvedimento a quanto si è appreso non sarebbe stato il primo. Si tratterebbe, in sostanza, di un caso di recidiva. Proprio per questo si sarebbe arrivati a otto anni, a un allontanamento dagli stadi per un periodo così lungo. Il provvedimento, a quanto si è appreso è stato comunicato nei giorni scorsi. L’avvocato del giovane si è quindi attivato in tempi brevi per consentire al proprio assistito di ottenere l’esenzione dalla firma, negli orari in cui si disputano avvenimenti sportivi, relativamente al periodo in cui il destinatario del Daspo e in particolare dell’obbligo di firma, sarà all’estero.

Una notizia, questa, che arriva a poche ore dall’inizio del campionato. Una stagione in cui l’auspicio è che le soddisfazioni, per i tifosi bresciani siano tante e che la tifoseria biancazzurra faccia parlare di sè per l’apporto che da sempre è in grado di dare alla squadra e non per il lavoro che, non di rado, negli anni passati ha saputo dare alla Digos.•.