CHIUDI
CHIUDI

21.05.2019

A Brescia la speranza di vita è aumentata di quasi 4 anni

La provincia di Brescia è tra le più sane e longeve d’Italia. Almeno stando alla classifica pubblicata sull’edizione di ieri del Sole 24 Ore, che mette in fila le performance dei territori secondo i 12 indicatori che vanno a comporre l’«Indice della salute». Nella graduatoria nazionale la provincia si piazza al settimo posto con un punteggio di 605,4. SUL PODIO per miglior livello di salute si trovano Bolzano (con un punteggio di 651,6), Pescara e Nuoro. Di contro, l’indice assegna la maglia nera a Rieti (la peggiore con 328,1), con Alessandria e Rovigo rispettivamente penultima e terzultima. Tra le grandi città, Milano e Firenze sono le uniche a comparire nella top ten, che include tre province della Sardegna (Nuoro, Sassari e Cagliari) e due lombarde (oltre a Milano, appunto, Brescia). Rispetto al territorio provinciale, spicca in particolare il dato relativo all’incremento della speranza di vita media, che è cresciuta di ben 3,7 anni in 15 anni (la più alta in classifica è Gorizia con un aumento di 4,6 anni). Bene, insomma, gli indicatori demografici: Brescia è anche decima in Italia con un tasso di mortalità tra i più bassi (78,2 ogni 10mila abitanti, prima Pordenone con 75,5). Alto invece il livello di servizi per la terza età: la provincia si classifica 11a per numero di geriatri e anche la ricettività ospedaliera è tutto sommato buona (20° posto). Più critico il piazzamento riferito al numero di medici generici (0,8 ogni mille abitanti, 82a posizione) e di pediatri (1,8 ogni mille abitanti, 63a posizione). Infine, le patologie. Brescia è tra i territori in Italia dove si consumano meno farmaci per ipertensione (13a), diabete (20° posto) e asma (24°). Quanto alla mortalità, si piazza 50a per numero di morti per tumore con 14,7 vittime ogni mille abitanti in cinque anni e ben 75a per il significativo numero di morti di infarto miocardico (2,4 vittime ogni mille abitanti in cinque anni). «La provincia di Brescia ha un livello di servizi alla persona molto buono. A partire dalla scuola e dall’educazione fino all’invecchiamento. Siamo sempre stati abbastanza all’avanguardia in Italia, anche se negli ultimi anni è sempre più difficile mantenere il livello servizi sociali e domiciliari per la contrazione di risorse», sottolinea il geriatra Gianbattista Guerrini. Quanto al maggior numero di morti per malattie cardiovascolari certamente contribuisce «il fattore dell’inquinamento; l’ambiente sta migliorando ma porta i segni dell’industrializzazione. Non solo, le abitudini alimentari tempo fa erano quelle tipiche di una provincia del Nord e si sono modificate solo abbastanza recentemente». Nel complesso a Brescia si sta e si invecchia bene anche «grazie alla presenza di aree montane, collinari e lacustri che garantiscono una qualità della vita superiore». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1