CHIUDI
CHIUDI

28.03.2020 Tags: Brescia

A Chiari e Iseo adesso aumentano le dimissioni

Negli ospedali di Chiari e Iseo dell’Asst Franciacorta, calano i ricoveri, oggi una quarantina, e i decessi, 9, aumentano le dimissioni ma sistemare chi uscendo deve andare in quarantena sta diventando un problema. Carlo Bonometti, presidente della Fondazione Richiedei che la scorsa ha messo a disposizione dei due ospedali di Chiari e Iseo oltre 70 letti per chi ha superato la crisi ha dichiarato. «Stiamo riscontrando difficoltà nella dimissione dei pazienti che possono tornare a casa per completare la quarantena, dopo il periodo di riposo nelle nostre strutture, perché i single, che non possono uscire di casa, non hanno chi possa assisterli, per cibo o necessità che richiedano di uscire, e per chi ha famiglia, il problema è la mancanza nell’abitazione una camera con bagno indipendente. I nostri letti sono occupati e se non se ne liberano non possiamo seguirne altri». Da febbraio nei due ospedali si entra uno per volta, misurando la febbre, e adesso arrivano gli attesi DPI. A una trentina di metri dal pronto soccorso sono iniziati i lavori nella sala civica. «Oggi - ha spiegato Mauro Borelli, direttore generale dell’Asst - chi arriva al Pronto soccorso attende nella tenda: i venti posti della sala civica ridurranno l’attesa al freddo, ora, e al caldo tra poco. Il contributo del territorio, oltre 300mila euro, con raccolte anche di immigrati e religioni diverse, è prezioso, ha permesso di portare da 5 a 20 la rianimazione con ventilazione forzata e da oggi abbiamo due medici mandati dalla Protezione civile, un Pugliese ed un Campano esperto di medicina d’urgenza. La guerra continua: abbiamo curato 660 persone, 180, soprattutto anziani, sono morte, 250 sono ricoverati e 230 sono usciti guariti». IN FRANCIACORTA il virus ha fatto strage nelle Rsa di Adro, Capriolo, Palazzolo, Cologne, uccidendo due medici in prima linea, nonostante l’età, Gino Fasoli, medico condotto, impegnato con Emergency, che ha continuato anche dopo la pensione, e Gianpaolo Sbardolini, geriatra specializzato, che dopo aver lavorato nell’ospedale di Palazzolo, aprendo poi un ambulatorio nel centro anziani Orsatti, ne aveva aperto un altro nel centro storico. La mancanza di Dpi pesa sui medici di base, 3 medici di Capriolo, sono a casa come ha spiegato Luigi Vezzoli sindaco di Capriolo. «Sono a casa in quarantena- ha raccontato - come il vicesindaco Anna Camoni. Pensando che siamo quasi 10mila: per proteggerli medici abbiamo fornito loro mascherine e guanti, ma il virus ha comunque fatto strage nella casa di riposo finché si è vietato l’ingresso, e si sono separati i contagiati. La gente deve capire di stare in casa ma ho dovuto fare un’ordinanza che proibire l’ingresso al cimitero chiedendo ai Carabinieri di farla rispettare perché tutti i Vigili sono ammalati». •

G.C.C.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1