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27.10.2020 Tags: Brescia

A scuola senza
studenti: i prof
nelle aule deserte si adeguano alle regole

Le aule vuote per il primo giorno «a distanza» nelle scuole bresciane
Le aule vuote per il primo giorno «a distanza» nelle scuole bresciane

Un’ordinanza regionale del 21 ottobre, un dpcm del 25, in contrasto tra di loro, circolari, tavoli prefettizi, incontri online tutto il pomeriggio: nessuna chiarezza. Una felliniana prova d’orchestra, senza nemmeno un preciso maestro con la bacchetta, l’ ha definita Tuttoscuola. Per fortuna nel mondo scolastico ci sono abituati, e anche stavolta, con citazione adesso televisiva da Quelli della notte, «non capisco (e non concordo) ma mi adeguo», i dirigenti hanno introdotto la didattica a distanza. Ieri le aule erano deserte, i docenti presenti erano attaccati al computer o attenti agli studenti problematici con diritto di frequenza, i bidelli si davano alle manutenzioni straordinarie. «Desolazione» la parola chiave delle facce e dei discorsi. «Siamo sotto un fuoco incrociato» ammette Giovanni Spinelli, preside del liceo Gambara, referente dell’Ambito Brescia-Valtrompia. E aggiunge: «Stiamo aspettando che esca una sintesi, oppure faremo dad totale fino al 14 novembre, poi al 75 per cento fino al 24. E poi? Non si sa. Io ero pronto, siamo partiti come voleva la Regione, ma posso ribaltare orario e organizzazione senza sapere quanto durerà? Dovrò anche potenziare la rete se e quando verrà chiarito il comportamento dei docenti, da casa o da scuola». Anche l’incontro di ieri via internet dei capifila di ambito della Lombardia con la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada è servito a mettere sul tappeto i nodi non le soluzioni, al momento. Del resto non è dalla burocrazia che devono venire i divieti, semmai si può vedere come fare a eseguire; stessa cosa accadrà oggi con la conferenza dei servizi del dirigente dell’Ust bresciano Giuseppe Bonelli. Al Gambara per ora frequentano solamente gli 80 iscritti del serale, adulti, automuniti, divisi in cinque classi. Al liceo Calini, lo stesso mercoledi sera sono iniziati i preparativi, da giovedì sono stati edotti i ragazzi di prima, che finora erano sempre tra i banchi, e formati gli insegnanti nuovi sulle dotazioni, sulla connessione aumentata a 200 giga. Silenzio ieri anche tra le mura di via Monte Suello. «Che tristezza. Continuo a pensare che paghiamo i problemi di altri settori. Risolveranno la questione dei trasporti intanto che compiamo l’ulteriore sacrificio?» si domanda Marco Tarolli dalla presidenza. Un’istituzione c’è da dire si è fatta subito viva, la Provincia a chiedere di spegnere il riscaldamento delle parti inutilizzate. La settimana che l’ente voleva corta per risparmiare sulla bolletta adesso è diventata cortissima. «Che tempismo - commenta Elena Lazzari dall’Abba Ballini -. Non sarà semplice neppure quello: ci sono i collaboratori e le segreterie, ci sono i prof che parlano al video, i disabili e i cosiddetti Bes, bisogni educativi speciali. Alla fine, se contiamo i laboratori che metteremo in funzione dal 4 novembre e i ragazzini da seguire, arriveremo al 25 per cento del decreto nazionale». Per i tecnici e soprattutto per i professionali i laboratori sono importanti. Al Golgi, ad esempio, non erano in pochi ieri mattina, anche se l’edificio appariva spettrale come molti altri. Con i «Bes» e i disabili sono stati chiamati gli interi consigli di classe. «UN LAVORO in più, ma va bene così» sottolinea la dirigente Francesca D’Anna. Per il Pastori la mancanza di alunni è un bell’inghippo, visto che c’è anche da far andare l’azienda agricola con i suoi animali. «Durante il lockdown ce ne siamo occupati noi, io stesso, gli amministrativi, i bidelli. Bisognava farlo anche per le consegne a domicilio dei prodotti che avevamo proposto» - sorride il preside Augusto Belluzzo. «Questa sarà una settimana cuscinetto, per rivedere l’assetto. Dal 2 entreranno 5 classi al giorno per i laboratori, le prime per un massimo di cinque ore settimanali, le altre invece una volta ogni due settimane» riferisce. Al professionale Fortuny già da stamattina è stato avviato il ritmo: tre giorni a distanza, tre giorni a scuola per i laboratori. «Se non riusciremo a stare nel 25 per cento, ridurremo tutto in due giorni» spiega il preside Giampietro Poli. Al Cfp Zanardelli, si «dovrà sacrificare qualcosa» dice il direttore Marco Pardo. Resta aperto il convitto di Ponte di Legno, sessanta ragazzi, «comunità chiusa senza spostamenti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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