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27.09.2020 Tags: Brescia

Acli al rilancio: «Per un nuovo umanesimo»

I rappresentanti di settantatré circoli provinciali delle Acli riuniti per il  ventiseiesimo Congresso Il presidente Pierangelo Milesi durante il suo intervento
I rappresentanti di settantatré circoli provinciali delle Acli riuniti per il ventiseiesimo Congresso Il presidente Pierangelo Milesi durante il suo intervento

Il bisogno di un «Nuovo umanesimo», tanto nelle relazioni sociali quanto nell’economia e nella vita politica, che sappia trarre un insegnamento dalla pandemia. LE ACLI provinciali, forti di un’esperienza che da sempre si fonda sul magistero sociale della Chiesa, provano a ripartire e a interrogarsi sul futuro: l’occasione è stata il loro XXVI Congresso, che ha riunito i 73 circoli sparsi su tutto il territorio provinciale. Il presidente uscente, Pierangelo Milesi, ha parlato dei nuovi obiettivi delle Acli bresciane, resi ancora più necessari dopo lo scoppio della pandemia: «L’Umanesimo torna attuale perché si è riaperto, in maniera drammatica, il problema della condizione umana. Le disuguaglianze che riscontriamo nel mondo e nelle storie personali e comunitarie sono un riflesso della disumanizzazione delle relazioni che caratterizza la nostra epoca». Ci sono delle fratture su cui lavorare, nei rapporti tra lavoro e sapere, periferia e comunità, politica e democrazia, economia e ambiente: «C’è in gioco la ricerca di un nuovo equilibrio per la nostra identità di italiani ed europei – ha notato Milesi -. La sfida è recuperare una visione europea umanista e sostenibile, investendo sullo sviluppo umano integrale». Il leader delle Acli provinciali ha parlato anche di uno dei temi più cari all’associazione: il lavoro. «Per vincere le sfide ci vorranno passione e creatività, politiche nuove e inclusive a tutti i livelli: nel contesto della pandemia e della messa a rischio di tanti posti di lavoro, risalta ancora di più il valore del lavoro e per la sua ripresa vanno indirizzati gli sforzi di tutti, prevedendo un equo sostegno per le famiglie, alle attività produttive a quanti sono o rimarranno disoccupati». E se, secondo Milesi, «Brescia sta facendo la sua parte, grazie ad un tessuto sociale sostenuto da un sistema più virtuoso che altrove», molto cambierà ed è il momento di «affrontare ritardi antichi come quelli del lavoro per i giovani e le donne e quello irregolare». AD ESSERE chiamata ad un cambiamento è anche la comunità, dopo «essere stati testimoni di migliaia di gesti solidali, di testimonianze di altruismo, con il protagonismo dei giovani, la resilienza delle donne e la passione degli amministratori locali – ha ricordato il presidente delle Acli -. Questa prova si attraversa solo insieme, riscoprendo il senso della comunità: per decenni abbiamo trasformato l’individualismo in sistema politico-economico, mentre la crisi a Brescia ha suscitato uno straordinario moto di solidarietà diffusa che non va dispersa». Infine, una lettura sulle Acli del prossimo futuro: «Cerchiamo di essere un corpo sociale unito, fatto di servizi, idee, progettazione sociale – ha concluso Milesi -. Guardiamo al futuro con l’atteggiamento di fiducia fondamentale nei confronti della vita che consente alle persone di mettersi in gioco per servire le nostre comunità, sostenute dalla fede e dalla speranza, intesa come possibilità di un nuovo inizio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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