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26.11.2020 Tags: Brescia

Ad Unibs l’alleanza per la medicina del futuro

La Copan spa collabora con l’Università Statale di Brescia
La Copan spa collabora con l’Università Statale di Brescia

Unire le scienze biologiche e ingegneristiche per lo studio delle funzioni cellulari, aprendo le porte alla medicina del futuro. È questo uno dei cardini della Meccanobiologia e al tempo stesso uno degli obiettivi del nuovo «Centro Interdipartimentale di Ricerca Internazionale in Mechanobiology», ideato e diretto da Stefania Mitola, docente di Biochimica e presidente del corso di laurea in Biotecnologie mediche, e Alberto Salvadori, docente di Scienza delle Costruzioni dell’Università degli studi di Brescia e supportato da due eccellenze internazionali, leader nell'innovazione tecnologica in ambito farmaceutico e biomedicale, Antares Vision e Copan. La meccanobiologia è un ramo emergente della scienza, che unisce biologia e ingegneria per lo studio delle funzioni cellulari. Il Centro di Ricerca, primo in Italia dedicato specificamente a questa disciplina, avrà sede presso i Dipartimenti di Ingegneria Meccanica e Industriale e di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia con l'obiettivo di promuovere studi e ricerche con un approccio meccano-biologico e di trasformare le scoperte in innovazioni biomediche. «OGGI LE nuove tecnologie consentono di analizzare più fenomeni biologici contemporaneamente, con la raccolta di un'enorme mole di dati, qualitativi e quantitativi. Il centro si propone di analizzare i sistemi nella loro complessità, descrivendo la successione degli eventi e raccontando la “storia” di un fenomeno biologico», dicono Mitola e Salvadori. Fondamentale sarà il supporto di Antares Vision, leader nei sistemi d’ispezione visiva, nelle soluzioni di tracciatura e nella gestione intelligente dei dati, e di Copan, leader globale nel campo della preanalitica, dalla raccolta di campioni biologici all'automazione del flusso di lavoro all’interno dei laboratori di microbiologia. «Crediamo molto nell’approccio multidisciplinare necessario a risolvere un problema o a ricavare conoscenze preziose grazie all'esplorazione di vari campi, come in questo caso tra biologia e ingegneria, tra biomedicina e nanoingegneria, per comprendere l'interazione ancora ignota nelle cellule tra processi meccanici e processi fisici», dichiara Emidio Zorzella, presidente e ad di Antares Vision. «Ho sempre trovato affascinante pensare come discipline come la fisica, la biologia e la meccanica interagiscano tra loro all’interno del nostro corpo», afferma Giorgio Martello, senior project manager di Copan e responsabile del progetto. Il progetto, in linea con la filosofia di Copan, ha trovato subito l'approvazione della Ceo Stefania Triva. «Speriamo di attirare persone con talento, che trovino nella collaborazione tra il Centro e Copan un’opportunità», conclude Martello. •

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