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08.06.2017

Addio a Facchinetti,
una vita
per la musica

Aveva da poco compiuto 81 anni. Il maestro Giancarlo Facchinetti se n’è andato la notte scorsa. Da alcuni giorni era ricoverato alla Domus Salutis dopo l’aggravamento delle sue condizioni di salute. Era nato a Brescia il 4 aprile 1936 e si era diplomato in numerose discipline musicali: dalla composizione al pianoforte, dalla direzione d’orchestra alla musica corale e la direzione di coro. È stato allievo di Franco Margola e di Bruno Bettinelli, di Antonino Votto e Ada Carati. Durante la seconda guerra mondiale anche la casa della famiglia Facchinetti in città fu vittima del terribile bombardamento aereo del 13 luglio 1944, ma pur tra mille difficoltà il giovanissimo Giancarlo completò gli studi e aderì con entusiasmo già dal 1954 alla cosiddetta «scuola dodecafonica italiana» della quale faceva parte anche un altro compositore bresciano, Camillo Togni. Ben presto insegnò in vari Conservatori, da quello di Parma a quelli di Verona e di Bolzano; più tardi, quando a partire dal 1971 venne istituito il Conservatorio anche a Brescia dopo l’avventura centenaria dell’Istituto Musicale «Venturi», Giancarlo Facchinetti insegnò anche nella nostra città e anzi, dal 1979 al 1981, ne fu pure direttore. Un lavoro molto interessante - ebbe a dire – «…ma molto più difficile che scrivere musica», che era la cosa che più lo interessava e alla quale tornò presto.

Facchinetti ha scritto per un gran numero di generi e organici musicali e ad esempio alcune sue musiche sinfoniche e cameristiche sono state eseguite e trasmesse alla Rai, in città italiane ma anche in Paesi europei come l’Austria, la Svizzera, l’Ungheria,la Francia, la Cecoslovacchia e la Germania.

Ha sempre mantenuto una grande passione per il teatro e ha scritto molte musiche di scena per spettacoli di prosa a cominciare da quelli rappresentati al Teatro della Loggetta, da cui sarebbe poi nato il Centro Teatrale Bresciano. Ha sempre mantenuto una grande passione nel trasmettere le conoscenze musicali e l’amore perla musica. Organizzò serate d’ascolto all’epoca della nascita a Brescia dei Consigli di Quartiere, e nel 1985 fondò l’Orchestra da Camera di Brescia che diresse in concerti in Italia e all’estero. Ha scritto non solo musica solistica e da camera ma anche alcune operine molto eseguite anche recentemente alla Sagra Musicale Umbra e nel 1989 la sua opera «La finta luna» è stata rappresentata nell’ambito della stagione lirica del Teatro Grande. Ha fondato, con alcuni compositori milanesi, la Gmc - associazione Giovani Musicisti Contemporanei – ed è stato presidente delle «Settimane Barocche» e per vent’anni membro della Deputazione del Teatro Grande di Brescia.

Ottimo successo hanno ottenuto le sue opere in un atto «Sarà forse Maria» e «La sposa sull’acqua» eseguite a Cesena e Foggia. Assertore dell’utilità della diffusione della musica a livello popolare, ad esempio attraverso le bande, è stato membro del consiglio della Isidoro Capitanio.

UNA DELLE SUE caratteristiche più note e amate era quella di non prendersi mai troppo sul serio e passare le ore con lui era sempre non solo un’esperienza ricca di contenuti culturali, ma anche estremamente piacevole. Era stato compagno di studi di Riccardo Muti, che quando venne a Brescia per un concerto al teatro Grande lo salutò col calore che si deve a un vecchio e caro amico. Dotato di un umorismo irresistibile, rimane celebre lo scherzo che orchestrò in occasione di un’improvvisa visita della Principessa Margaret a Brescia, in cui si finse un custode del Teatro Grande conducendola in visita alle bellezze artistiche del monumento.

Anche nella malattia non aveva mai perso il suo buonumore: il chirurgo gli aveva asportato un piccolo pezzo del fegato e lui gli consigliò «…naturalmente la ricetta alla veneziana, con le cipolle!».

Già ci manchi, maestro Giancarlo! La camera ardente è stata allestita all’obitorio della Domus Salutis. I funerali saranno celebrati domani alle 15.30 nella chiesa di San Gaudenzio a Mompiano.

Luigi Fertonani
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