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22.07.2019

Addio a Lonardi
«Imprenditore
illuminato»

Attilio Lonardi: il presidente di Edizioni Brescia si è spento a 57 anni
Attilio Lonardi: il presidente di Edizioni Brescia si è spento a 57 anni

Tutti ricordano il sorriso. Quel sorriso coinvolgente che mostrava quando presentava un nuovo progetto, quando consegnava un lavoro, quando scalava in bici un passo dolomitico, quando conquistava la cima di una montagna dopo una ferrata impegnativa con i figli. Se n’è andato l’altra notte Attilio Lonardi, sconfitto da un male incurabile. Cinquasette anni, imprenditore edile, vicepresidente dell’Ance Veneto e presidente di Edizioni Brescia, la società editrice di Bresciaoggi all’interno del Gruppo Athesis, lascia un vuoto incolmabile nel suo gruppo industriale e all’interno della sua famiglia. Un punto di riferimento sempre presente per la moglie Barbara e per i due figli Laura e Luigi. La primogenita, ex promessa del golf italiano, vive a Boston e frequenta una corso di matematica applicata alla finanza al prestigioso Mit - Massachussets Institute of Technology - dopo aver conseguito la laurea alla Baylor University. Luigi conclusi gli studi universitari alla Cattolica di Milano ora si è trasferito a Londra per un master in economia. Sempre uniti, anche se li separavano migliaia di chilometri di distanza. Schivo e di poche parole ma sempre corretto nella sua attività professionale, trovava un rifugio sicuro in famiglia, i suoi occhi brillavano quando parlava dei figli. Amava la buona tavola e si cimentava con passione in cucina, apriva le porte di casa a tanti amici, sapeva trasmettere gli ideali e i valori umani che aveva recepito dal nonno Attilio e dal papà Luigi.

 

NON SOLO con genitori, moglie e figli ma anche in azienda. Era alla guida dell'impresa di famiglia, la Lonardi Spa, fondata nel 1911 e portata avanti per oltre cent'anni con un forte legame con il territorio. Un gruppo cresciuto con la città: tra i più importanti interventi firmati dalla Lonardi il palazzetto dello Sport, alcuni padiglioni della Fiera, l'ampliamento del Catullo e la realizzazione di Palazzo Scarpa, sede del Banco Popolare in piazza Nogara, fino alla costruzione del Bricoman a Verona Sud. Una società molto quotata nelle ristrutturazioni come il recupero in via Manin del Palazzo Fagiuoli - ex Garage Fiat - il restauro di Castel San Pietro per Fondazione Cariverona e di Palazzo Maffei in piazza Erbe, ma apprezzata anche in ambito industriale è stata costruita dalla Lonardi anche la «casa dell'innovazione» di Giovanni Rana, oltre al centro logistico della stessa azienda, lo stabilimento Pellini Caffè di Bussolengo, la concessionaria Vicentini Volkswagen e il centro logistico Bmw Italia di Volargne e la sede di San Felice delle Cantine Pasqua. Senza fermarsi mai, anche nei momenti difficili delle imprese edili a Verona. «Sognatore concreto e imprenditore illumitato», dicono di lui quelli che l’hanno conosciuto bene. «Prima di tutto un uomo vero - sottolineano - cresciuto nell’esempio dei genitori, onesto e corretto. Dedizione al lavoro, lealtà nei rapporti e valori umani erano al centro del suo mondo». Unanime dunque il cordoglio, con la commozione di tutti coloro che anche a Brescia l’avevano conosciuto; e al proposito si ricorda peraltro come molto apprezzato il suo intervento a Palazzo Loggia l’11 aprile 2014 in occasione delle celebrazioni per i quarant’anni del nostro giornale.

 

AMAVA la sua città e il nostro giornale, lo considerava fonte di cultura e strumento di grande comunicazione anche per le giovani generazioni. Mostrava una grande passione per lo sport, da tifoso e da sportivo vero, dall’alpinismo al golf, dal calcio al ciclismo. Protagonista nella società che gestì l’organizzazione dei mondiali a Verona nel 2004, aveva partecipato alle Gran Fondo più conosciute, tra tutte la Maratona delle Dolomiti, la più grande manifestazione in Italia. Il funerale di Attilio Lonardi sarà celebrato mercoledì a Verona alle 17 alla chiesa parrocchiale di Sant’Eufemia.

 

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