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25.05.2019

«Adesso o mai più: salviamo l’ambiente»

Il centro di Brescia invaso per la seconda volta dalla manifestazione dei «FridaysForFuture» SERVIZIO FOTOLIVE/Pietro CanaliGiovanni MoriMatteo GrignaniAlessandro BignardiAngelica AndreettoArianna RizziniFilippo DusiLe mani dei ragazzi, che  vogliono darsi da fare sempre di più
Il centro di Brescia invaso per la seconda volta dalla manifestazione dei «FridaysForFuture» SERVIZIO FOTOLIVE/Pietro CanaliGiovanni MoriMatteo GrignaniAlessandro BignardiAngelica AndreettoArianna RizziniFilippo DusiLe mani dei ragazzi, che vogliono darsi da fare sempre di più

«It's the final countdown»: torna in piazza il movimento per l'ambiente FridaysForFuture con una presenza meno folta della scorsa manifestazione (3000 persone contro i 15mila del 15 marzo) ma con la stessa energia. Striscioni e cartelli, musica e tamburi hanno scandito la marcia da piazzale Arnaldo fino al Duomo, per ribadire un messaggio urgente: se non agiamo ora, la Terra diventerà inabitabile. I manifestanti non hanno usato mezzi termini: «Scegliere se vivere allo stesso modo per alcuni anni o cambiare le nostre abitudini e sopravvivere» riassume Ilaria Antonino dei Fridays. Le azioni individuali sono necessarie, ma non sufficienti: occorre, è l’augurio, una grande sterzata a livello politico. QUALCOSA, dalla scorsa mobilitazione, si è mosso: «Partiti come Europa Verde dimostrano che l’interesse c’è - sostiene Filippo Dusi del liceo Leonardo - ma serve più tempo: non si cambia il mondo dall’oggi al domani». Per i Fridays le Europee sono importanti, così come le amministrative che interessano 147 comuni bresciani: «Le elezioni sono segno di una comunità democratica - dichiara Matteo Grignani -. Con il voto possiamo fare la differenza: scegliamo noi quanto spazio dare alle tematiche ambientali. Informazione è la parola chiave: ognuno deve verificare se il proprio partito si preoccupa del riscaldamento globale». Sebbene il movimento abbia influenzato i programmi politici, non è schierato: «Questa lotta appartiene a tutti. Deve essere trasversale, apartitica, globale» chiarisce Alessandro Bignardi, studente di viticoltura. Ciononostante, non è mancata la distribuzione di volantini, che ha creato qualche discussione tra manifestanti e attivisti legati ai partiti: «Non diamo indicazioni di voto - assicura Francesco Andreetto -. Le nostre ragioni sono scientifiche, non hanno a che fare con le opinioni». Un mese caldo non solo per le elezioni: molti studenti sono costretti in classe dalle ultime verifiche: «Questa settimana ho alternanza scuola-lavoro, ma se avessi avuto un compito forse sarei andata a scuola» ammette Vittoria Forlati. È l’unica della sua classe, una terza del Pastori, ad aver raggiunto piazzale Arnaldo: «Molti miei amici non lottano, ma dovrebbero prendere posizione. Il mondo è anche loro». Arianna Rizzini, dell’Arnaldo, rientrerà l’ultima ora per una verifica: «Maggio è un mese molto impegnativo». IL CORTEO, confluito in piazza Duomo, ha accolto diversi interventi: esperti e studenti, associazioni e membri del movimento. Secondo Angelica Andreetto dei FFF è fondamentale dare eco agli scienziati nei dibattiti: «Le persone che sono qui per parlare di cambiamento climatico ci dicono cose vere. Chi ci dice che va tutto bene e non dobbiamo preoccuparci sta dicendo il falso». Giovanni Mori, ingegnere energetico militante nei Fridays, ha invitato a un’azione su Instagram: «Scriviamo sul profilo di Conte queste parole: “Dichiariamo emergenza climatica - dimezziamo le emissioni entro il 2030”». Dal palco ha parlato anche don Fabio Corazzina: «Chiedo scusa alla terra in cui sono nato e cresciuto. Farò di tutto perché possa ancora generare vita e non essere solo funzionale a quello che voglio io». •

Anna Castoldi
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