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22.11.2019

Aiuta latitante in fuga Condanna a 38 mesi

Ieri davanti al gup di Brescia, Alberto Pavan, si è chiuso il processo
Ieri davanti al gup di Brescia, Alberto Pavan, si è chiuso il processo

Tre anni e due mesi di reclusione. Questa la condanna inflitta, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato (la pena è stata così automaticamente ridotta di un terzo) dal gup Alberto Pavan nei confronti di Manuel Oxoli, l’anarchico bresciano in carcere da sei mesi con l’accusa di favoreggiamento alla sottrazione della pena per aver aiutato a evitare di finire in manette un altro anarchico, arrestato per due ordini precedenti di carcerazione del Tribunale e della Procura Generale di Torino, per un totale di 6 anni e un mese di reclusione. Il pm Erica Battaglia al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi. IL GIUDICE entro i prossimi 5 giorni, si dovrà esprimere in merito a misure alternative alla detenzione in carcere mentre entro tre mesi dovrebbe depositare le motivazioni. La difesa, oltre alla scarcerazione, aveva chiesto l’assoluzione per l’anarchico. «L’impianto accusatorio è stato confermato - spiega Sergio Pezzucchi, il legale di Oxoli - Compresa la finalità terroristica. Questa sentenza non ci dà soddisfazione. Per questo aspettiamo le motivazioni per poi presentare il nostro ricorso alla Corte d’appello». OXOLI, 38 anni, era stato arrestato lo scorso maggio a Marmentino insieme a Juan Antonio Sorroche Fernandez, spagnolo di 42 anni, che per l’Antimafia veneta è l’autore del fallito attentato alla sede della Lega di Villorba, nel Trevigiano. L’iberico era sparito dalla circolazione quando la condanna era diventata definitiva e per gli inquirenti Oxoli lo avrebbe aiutato e coperto nella sua latitanza iniziata nel 2017. I due erano stati «avvicinati» anche all’attentato dinamitardo messo a segno nel dicembre del 2015 davanti alla sede della Polgai di Brescia. I due erano finiti nel registro degli indagati già all’inizio del 2017, a un anno dalla esplosione che provocò solo danni materiali. La loro posizione si era poi «aggravata» quando nel corso di una perquisizione la Digos la scorsa estate aveva recuperato delle pentole a pressione. La procura aveva così chiesto di confrontare i coperchi di queste pentole con quelle utilizzate per l'attentato alla Polgai e a quello a Villorba. •

PA.CI.
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