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26.02.2012

Al liceo la lezione di sesso del prof. Busi

Aldo Busi durante la sua «lezione» all'Arnaldo SERVIZIO FOTOLIVE
Aldo Busi durante la sua «lezione» all'Arnaldo SERVIZIO FOTOLIVE

Altro che Laura Maggi, la barista sexy di Bagnolo! Per svezzare i giovani bresciani sale in cattedra il «professor» Aldo Busi. Nel giorno del 64° compleanno lo scrittore di Montichiari impartisce agli studenti del liceo «Arnaldo» una lezione sulla sessualità che avrebbe fatto arrossire anche i clienti del «Le Cafè», pur abituati alle performance «anticonformiste» della bella Laura. Quale miglior ultimo giorno di autogestione per gli studenti del ginnasio, che hanno affollato l'aula magna per ascoltare le elucubrazioni di Busi? A portare in classe l'irriverente cattedratico è stato uno studente dell'ultimo anno, suo amico di famiglia e vicino di casa: «L'autogestione mi è sembrata un'occasione unica per permettere ai miei compagni di incontrare un scrittore di tale levatura - spiega Carlo Pescini -. Gli ho chiesto il favore e lui ha accettato di buon grado». Ne sono uscite due ore di auliche citazioni, brillanti soliloqui, divertenti siparietti e racconti al limite del porno. SI SA, È UN dissacratore nato, Aldo Busi, e ne fa da sempre un vanto: «Sono un reietto da quando sono nato e ne vado fiero, è un lusso che pochi si possono permettere - ha detto presentandosi in giacca canarino e camicia a fiori colorati su fondo nero -. Io non ho peli sulla lingua, perchè non ho nulla da nascondere e non nascondo nulla. In particolar modo quando parlo ai ragazzi come voi non voglio censure o perbenismi, perchè voi avete il diritto di avere informazioni vere, reali, per quanto brutali, sconvenienti e volgari possano essere. Pur così giovani, siete già sotto ricatto del bigottismo imperante, che poi non fa altro che nascondere monnezza e bassezze umane». Da qui un'esortazione degna del professor John Keating, eroe del celebre film «L'attimo fuggente» interpretato da Robin Williams: «Dovete pensare con la vostra testa, avere il coraggio di essere chi siete e non assecondare il mondo che vi circonda che vi riempe solo di finti desideri indotti: cosa ve ne frega delle droghe e di sballare in discoteca? Cosa vi interessa di bere fino a vomitare solo perchè è cool e tutti fanno così? Tornate a fare l'amore, quello vero, quello viscerale, senza nascondervi dietro a un computer e dentro ai quei diabolici social network, un mezzo da cui non ci si può far comandare o soggiogare. Che tristezza che mi fate, ragazzi... Ho pena per voi, per quello che diventerete, e amarezza per ciò che non avrete il coraggio di essere. La scuola in questo non aiuta, anzi». Un po' predica, un po' provocazione, le due ore di conferenza sono volate e i ragazzi del Classico, abituati al raffinato erotismo letterario di Catullo, meno ai romanzi di De Sade, sono stati «rapiti» dal singolare professore che non ha avuto paura di parlar chiaro sul sesso e sulla sessualità. «I miei romanzi dovrebbero essere letti fin dalla tenera età: "Sodomie in corpo undici" e gli altri sarebbero da adottare come libri di testo - ha azzardato Busi -: non bisogna aver paura del sesso né di qualunque forma di amore e di unione sessuale lo rappresenti». Busi non ha mancato di difendersi dai pesanti attacchi di chi più di una volta lo ha definito «pedofilo» a causa di alcune sue esternazioni televisive assolutorie verso gli adulti che fanno sesso con i minori, tesi ribadite all'Arnaldo: «Agli pseudo integralisti cattolici che mi hanno più di una volta definito un pedofilo non posso che ridere in faccia. A voi ragazzi, invece, vorrei spiegare cosa intendo dire quando affermo che non esiste più la minore età e che la legge sulle molestie sessuale è fuori dai tempi. I bambini sono sacri, intoccabili: io ho cresciuto cinque nipoti e i genitori me le hanno affidate con fiducia, a ragione. Ma un conto è una bambina di 9 anni, un altro una ragazza di diciassette che si prostituisce in stazione per una dose - ha sostenuto Busi -. E poi, com'è la storia che se sono il figlio di un industriale di 25 anni e porto a letto una sedicenne non c'è alcun problema, ma se sono un marocchino di diciotto non posso avere la ragazza di 15? Questa è l'Italia. Io rimpiango il tempo in cui le donne che non erano schiave del botulino riuscivano ancora a provare un orgasmo, il tempo in cui le nonne pisciavano in piedi nel giardino, non avevano pudore. Anzi, sì, ma il loro pudore era rubare sui prezzi nel contrattare al mercato. Oggi è il contrario; ci si scandalizza per il sesso, non per il resto del marcio che ci circonda». IL SESSO è un ingrediente importante anche dell'ultima fatica del Busi scrittore. Dopo dieci anni di assenza dalla letteratura, Busi ha terminato «El especialista de Barcelona», che definisce un capolavoro: «Ho terminato l'editing proprio questa mattina - ha rivelato -. Per questo romanzo non ho ancora un editore: non so cosa fare... Se potessi, lo metterei gratis in rete, facendo un dono all'Italia, anche se non lo merita e non mi merita». A chi gli ha chiesto del rapporto controverso con la Mondadori, storica casa editrice, da tempo di proprietà della famiglia Berlusconi, Busi ha riposto: «Non è una novità che io sia profondamente antiberlusconiano, ma a differenza di Silvio, che passerà, io resterò nella storia per i miei scritti e per la mia genialità. Di Berlusconi ce ne saranno tanti, un altro Busi no. E poi sono fedele ai lavoratori di Segrate, che hanno creduto in me prima che arrivasse Berlusconi». Non poteva mancare la domanda sugli studenti di Piacenza che, trovati a fare sesso nei bagni, sono stati puniti con la sospensione: «Il preside di quella scuola è un esempio fallimentare di come non si deve stare vicini ai ragazzi: non li ha protetti e ha lasciato che la cosa trapelasse sui giornali. E poi, suvvia: che male hanno fatto? Finalmente qualcuno ha trovato il modo rendere gradevoli i terribili e puzzolenti bagni delle scuole: ragazzi, dovreste farlo tutti!». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Federica Malvicini
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