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13.06.2019

Al mercato per non sprecare e al «super» per risparmiare

Carlo VezziniIsabella MaculottiJenny BossiniElena CariniGiuseppe FerrariGabriella e Elvia Savoldi
Carlo VezziniIsabella MaculottiJenny BossiniElena CariniGiuseppe FerrariGabriella e Elvia Savoldi

Crisi economica o consapevolezza ambientale? Probabilmente entrambi, in misura variabile a seconda delle persone, ma questi due elementi sono ciò che pare indirizzino maggiormente i bresciani sulla strada dell’attenzione allo spreco alimentare. AL «MERCATO contadino terre bresciane», che ogni mercoledì mattina è presente in via Crocifissa di Rosa, la clientela è sensibile al tema già in partenza, mentre nei supermercati non è scontato. «L’acquisto ponderato consente di evitare lo spreco – valuta Carlo Vezzini, assicurando che – riciclo tutto il possibile anche se la cultura del recupero non c’è più». Con lui al mercato contadino ci sono i piccoli Sara (7 anni) e Mattia (11) che alla mensa della loro scuola non mangiano tutto: «A me il pesce non piace ma non lo tocco dal piatto e lo cedo ai miei compagni- ammette Sara, mentre il fratello disegna – l’insalata che non mangio e non so se viene buttata o no». Stefania Marinato, è convinta di non rientrare nella media bresciana del chilo di cibo gettato nella spazzatura ogni mese per ogni singolo cittadino: «Ho due cani molto voraci, non credo di sprecare nulla». Stessa convinzione per Elena Carini, cliente affezionata di questo mercato: «Non avanza nulla dalla mia tavola: compro solo ciò che mangio e gli avanzi li cucino con altre ricette». Isabella Maculotti, l’amica che l’accompagna, concorda: «Compro solo ciò che serve e cerco di farlo sempre a chilometro zero». Lo stesso per Genny Bossini: «Faccio la spesa tutti i giorni così consumo tutto e se avanza riciclo: non spreco un chilo al mese ma credo di essere un’eccezione». La formula delle ricette con gli avanzi è alla base anche degli stili di vita delle sorelle Savoldi: Gabriella è convinta di «sprecare quasi nulla, mi invento piatti diversi con il cibo che eventualmente non consumo», mentre la sorella Elvia si dice «meno brava di lei ma comunque sto attenta». Un po’ diverso il punto di vista dei produttori: «Ciò che non vediamo a fine giornata lo metto in tavola alla sera o lo regalo ai parenti ma qualcosa resta sempre – raccontano i banconisti – fino allo scorso anno ciò che avanzava il mercoledì da questo mercato veniva donato in beneficenza ma chi ritirava i pacchi non si è più presentato quindi per ora non lo facciamo». Giuseppe Ferrari vende pane e pasta fresca e osserva: «I bresciani non hanno la mentalità del pane del giorno dopo, quindi lo buttano...ne vedo tanto sprecato». SE CI SI SPOSTA in un supermercato, la percezione è che i clienti pongano sì molta attenzione a ciò che comprano, più che altro per questioni di portafoglio. «Compro dove è più conveniente – ammette Calogero De Castro – e mangio anche gli avanzi, con questa situazione economica c’è poco altro da fare». «A casa mia non si butta nulla - assicura Daniela Tanghetti - vengo da una cultura familiare che insegna a non sprecare; del resto con 8 figli mia madre non poteva fare diversamente». «Credo di non sprecare molto ora che sono in pensione ma quando si lavora è diverso», ha spietato Luigina Sgrò. •

IR.PA.
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