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07.03.2014

Al Tarello tre melograni ricordano i giusti

Molti studenti ieri mattina al parco Tarello per la cerimonia FOTOLIVE
Molti studenti ieri mattina al parco Tarello per la cerimonia FOTOLIVE

«Celebrare i giusti non è soltanto fare memoria, è assumere un impegno contro violenza e sopraffazione che persistono in angoli del mondo, tragedie che ci riguardano tutti, oggi come nel passato». È il significato attribuito dal sindaco Emilio Del Bono alla cerimonia che ieri, per il secondo anno, in occasione della Giornata europea dei giusti, ha visto arricchirsi di piante il giardino dedicato al parco Tarello.
Ad organizzare, su input del comitato della Fondazione Gariwo e del suo promotore Gabriele Nissin, l'associazione “I filosofi lungo l'Oglio” con il patrocinio delle istituzioni di ogni livello, fino al ministero dei Beni culturali. Tre melograni ieri mattina si sono aggiunti nel prato con vasca di pesci agli alberi ormai fioriti dello scorso anno. Le targhe del 2014 portano il nome del cardinale Carlo Maria Martini, del teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoffer, del pedagogista ebreo polacco Januz Korczak, accanto al quale è stato posto il ricordo di Sissel Vogelmann, bambina di otto anni, simbolo di tutti i piccoli uccisi nei lager,più di un milione e mezzo. Per lei i versi di Daniel Vogelmann che concludono: «ora ti saluto, sorellina/Aiutami a vivere, se puoi/e anche a morire./Come ti ho già detto/spero di incontrarti un giorno/E immagino che sarò molto emozionato».
IN UNA BELLA mattinata di sole, davanti ad alcune scolaresche, le figure dei tre esempi di bene sono state ritagliate da tre ospiti, don Damiano Modena, segretario particolare del cardinale, padre Rosino Gibellini, direttore letterario della Editrice Queriniana, Francesco Cataluccio, saggista e scrittore. A coordinare Francesca Nodari, direttore scientifico dell'associazione dei Filosofi.
«È un atto corale, per innescare un circolo virtuoso, per rendere onore a queste persone e per trovare in noi la fiducia nella parte buona dell'umanità», ha detto Nodari riportando anche le parole di sostegno di Anna Maria Samuelli Kuciukian, cofondatrice di Gariwo, La foresta dei giusti: «La data riveste un particolare valore mentre viene presentata in Parlamento la proposta di legge per l'istituzione in Italia della Giornata dei Giusti dell'umanità».
I TRE PERSONAGGI hanno lasciato dietro di sé la scia di chi ha patito per un ideale, ha lottato contro le ingiustizie. Il nome del gesuita e insigne biblista per oltre ventidue anni alla guida della Diocesi di Milano, amatissimo da fedeli e non, è molto noto. Fu grande sostenitore dell'ecumenismo, costruttore del dialogo fra le religioni e con il pensiero laico, promotore della Cattedra dei non-credenti. «La sua parola più usata era “grazie". Ora siamo noi ad esprimergli gratitudine» ha spiegato Nodari.
Bonhoffer era eminente teologo berlinese; antinazista, fu impiccato nel campo di Flossemburg all'alba del 9 aprile 1945, pochi giorni prima della fine della guerra. Quando Hitler prese il potere nel 1933, egli lo definì corruttore ai suoi studenti in università. «Stiamo attenti, vigiliamo, di corruttori ce ne sono ancora in giro», ha commentato padre Gibellini. Bonhoffer partecipò attivamente alla Resistenza tedesca, vissuta col fratello e col cognato dentro il ministero della Difesa, sfociata nel vano tentativo di uccidere il dittatore nel luglio del '44. E pagò con la vita. Morì in un campo di sterminio, a Treblinka, anche Korczak, medico, educatore. Aveva fondato nel 1912 la Casa dell'orfano di Varsavia. Quando i nazisti deportarono duecento fanciulli, non volle abbandonarli, come gli era stato offerto, ma seguire la loro sorte.COPYRIGHT

Magda Biglia
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