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27.01.2020

Alcol, lo sballo
continua e i controlli
non si vedono

Alla cassa del supermercato i maggiorenni all’acquisto SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo VeneziaLa scelta prima di dirigersi alle casse per gli acquistiVerso la cassa del supermercato con le bottiglie in mano
Alla cassa del supermercato i maggiorenni all’acquisto SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo VeneziaLa scelta prima di dirigersi alle casse per gli acquistiVerso la cassa del supermercato con le bottiglie in mano

Non è certamente passata inosservata la denuncia di Brsciaoggi che lunedì scorso ha portato all’attenzione della città l’abitudine pericolosa di molti minorenni bresciani che amano incontrarsi il sabato sera nella zona del Pam di via Fratelli Porcellaga, acquistando poi tramite amici maggiorenni consenzienti bottiglie di alcolici e di superalcolici e tracannarle lì davanti, fino a farsi del male, per poi concludere la serata nelle piazze e nelle vie limitrofe in balia degli effetti devastanti. In uno stato psicofisico alterato non solo da quantità elevatissime di alcol ma anche, è emerso, da più di uno spinello. Una notizia arrivata fino ai piani più alti della Loggia, a quanto pare già a conoscenza del triste fenomeno. Mercoledì sera, in occasione dell’assemblea del consiglio di quartiere Brescia Antica, il sindaco Emilio Del Bono (al suo fianco alcuni componenti della Giunta), ne aveva parlato, promettendo un intervento preciso e puntuale per contrastare questa assurda movida. Non solo davanti al centralissimo supermercato Pam ma anche al Carrefour di via Crocifissa di Rosa, aperto 24 ore su 24 ma con il divieto di vendita di alcolici nelle ore notturne (dalle 23.45 alle 6). IN VIA FRATELLI Porcellaga il sabato sera appena trascorso si è svolto però come da copione: decine e decine di ragazzini, alcol, canne e tanto, troppo, sballo. Nessuna pattuglia della Polizia Locale. Solo due uomini in mezzo a loro, tanto da attirare l’attenzione di qualche giovane convinto potesse trattarsi di agenti in borghese. Due adulti spariti dopo poco: ognuno dietro ad un gruppetto diverso di adolescenti intenzionati a continuare la serata altrove. Una presenza, però, che non ha destato particolare preoccupazione. Neanche l’ineccepibile lavoro dei cassieri del supermercato, nel controllo certosino dei documenti di ogni giovane avventore, li ha fermati. Ma, dopotutto, perché preoccuparsi? IL MECCANISMO è ben studiato: i minorenni acquistano succhi di frutta e bibite gassate che torneranno utili per fare qualche cocktail; i maggiorenni invece, sono addetti a comprare le bottiglie secondo una coscienza che, nella maggior parte dei casi, manca a quell’età. Il sentirsi onnipotenti, la spasmodica voglia di trasgredire e l’incontrollato desiderio di evadere dalla realtà: tutto questo è portato all’esasperazione. E non basta dire: «Lo abbiamo fatto tutti». Non può essere una giustificazione. Perché la nuova moda del «binge drinking», le abbuffate alcoliche, è purtroppo realtà e accompagna il sabato sera di molti adolescenti. Serate che non sempre hanno una degna conclusione. L’intervento delle ambulanze è la routine: ragazzini che si risvegliano in un letto di ospedale dopo un coma etilico. Purtroppo. Ma di certo, come ha sottolineato Francesco Catalano, presidente del Cdq Centro Storico Nord in una nota (che, in ogni caso, Catalano precisa sia stata predisposta personalmente e non come documento del Cdq) «è facile cadere in generalizzazioni e nell’errore di considerare negativi i ritrovi informali dei giovani. Certamente in ogni caso interventi educativi di strada e informativi sulla pericolosità dell’abuso di alcol e sostanze potrebbero incidere sul fenomeno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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