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19.01.2016

All’Arnaldo
volontariato
per 110 studenti

Gabriella Vezzoli, Benedetta Gadola, Ilaria Cesaro e Celeste Bravi della 5a A del Liceo classico ArnaldoIlaria Maiorino della 5a F
Gabriella Vezzoli, Benedetta Gadola, Ilaria Cesaro e Celeste Bravi della 5a A del Liceo classico ArnaldoIlaria Maiorino della 5a F

Responsabilità, maturità personale e sensibilità verso i fenomeni sociali che caratterizzano la vita di tutti i giorni e coinvolgono milioni di esistenze nel mondo non sono pregi che si acquisiscono esclusivamente sui banchi di scuola, come fossero pillole di saggezza da assumere passivamente nel corso di una rigida tabella di marcia prevista dal programma ministeriale. Gli embrioni di una futura cittadinanza consapevole, dell'attenzione al prossimo e della volontà di incidere per la trasformazione delle coscienze possono nascere e svilupparsi anche grazie a solidi e visionari progetti extracurricolari, a esperienze collettive che, senza nulla togliere al greco e al latino studiato in classe, rinsaldano lo spirito di gruppo, promuovono la solidarietà e sfociano in nuove e inaspettate amicizie.

Lo sanno bene gli studenti, in gran parte ragazze, del liceo Arnaldo, che per il settimo anno consecutivo sono stati coinvolti in un percorso di volontariato dalle proporzioni e dagli effetti sorprendenti. Ideatrice e artefice di un'autentica novità all'interno del panorama scolastico provinciale è la professoressa Francesca Campana, docente di storia dell'arte da nove anni insediata tra le aule del Classico. Spinta da una vocazione professionale che, ben oltre la semplice trasmissione di nozioni, abbraccia la sfera educativa e relazionale dell'alunno, l'insegnante ha concretizzato un'aspirazione: promuovere tra gli studenti la cultura dell'impegno sociale e far conoscere loro la realtà operativa di alcune associazioni di volontariato.

«Ho sempre voluto educare alla bellezza, da intendere come profonda attenzione ai desideri e ai bisogni dell'altro», spiega Campana. La professoressa inizia raggruppando alcuni alunni delle sue classi per organizzare piccole bancarelle di beneficenza con vendita di oggetti o campagne per la raccolta di libri di inglese usati da inviare in Africa. Col tempo le adesioni sono aumentate in maniera esponenziale e ora sono 110 gli studenti del liceo di corso Magenta, dal primo all’ultimo anno, che sacrificano il sabato pomeriggio per aiutare associazioni e strutture socio-assistenziali.

Il gruppo più numeroso, una quarantina, collabora con Bimbo Chiama Bimbo nella gestione del guardaroba o nel sostegno dei piccoli di elementari e medie con difficoltà scolastiche. Una quindicina accompagnano padre Claudio Grassi, priore dei Carmelitani Scalzi, nelle visite agli anziani ospiti della casa di riposo di Collebeato, organizzando animazione con tombolate, concerti, merende e feste in occasione di Santa Lucia o Carnevale.

A PARTIRE da quest'anno, un nutrito gruppo affianca i volontari e gli operatori dell'associazione San Vincenzo De Paoli nelle attività ricreative della struttura di accoglienza femminile Casa Ozanam di via Gabriele Rosa e nelle visite al domicilio del povero condotte settimanalmente dalla Conferenza vincenziana della parrocchia della Pavoniana. Sebbene le competenze si consolidino con l'esperienza, la formazione del giovanissimo volontario riveste una funzione essenziale, al punto da richiedere un particolare momento di condivisione e crescita umana: una volta all'anno la professoressa Campana invita i ragazzi a un soggiorno in un convento di frati a Trento, dove, seguiti da un educatore, sperimentano giochi e attività volte a rafforzare la fiducia reciproca, il senso di appartenenza e l'attenzione alle richieste degli altri. Il risultato non è per nulla scontato: anche quando intraprendono la strada del- l'università gli ex alunni continuano a far volontariato con lo stesso entusiasmo e affetto nei confronti delle persone incontrate.

Lo scorso 21 dicembre, al Palabanco di via San Zeno, alcuni di loro hanno partecipato in qualità di camerieri all'iniziativa di beneficenza «Ti invito a cena», promossa da Caritas, San Vincenzo e Banco Alimentare per offrire un pasto «stellato» a oltre 500 ospiti indigenti. Un'altra tappa che ha cementato ulteriormente amicizie che altrimenti non sarebbero mai germogliate, come quella che lega la diciottenne Ilaria Maiorino, da tre anni impegnata al fianco di Bimbo Chiama Bimbo, alle più piccole Alessia, Chiara (4a F), Anna, Nicole (3a F) e Letizia (3a C). «Cominci con l'obiettivo di fare qualcosa per altri, ma alla fine sono sempre gli altri a donarti tanto e a farti accorgere che esiste un'altra faccia della realtà», confida Chiara. «Da quando sono stata coinvolta in questo progetto sono riuscita a integrarmi con più facilità nell'ambiente scolastico e a entrare in confidenza con coetanei che prima salutavo a malapena», sottolinea con gioia Alessia.

Soddisfatta di quanto raggiunto fino ad oggi, la professoressa Campana non nasconde però la fatica di tenere da sola le fila di un progetto così vasto. «Ogni mese ci ritroviamo per stilare un bilancio delle attività e per scambiare opinioni con le associazioni con cui cooperiamo, ma il lavoro è tanto e molti colleghi storcono ancora il naso quando la sfera del volontariato rischia di sottrarre anche solo qualche minuto alla tradizionale attività didattica», sospira con amarezza la docente controcorrente.

Davide Vitacca
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