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17.08.2019

Allarme amianto tra le macerie provocate dalla tromba d’aria

Sulla sinistra alcune lastre sotto la lente d’ingrandimento a Castelcovati: possibile presenza di amianto
Sulla sinistra alcune lastre sotto la lente d’ingrandimento a Castelcovati: possibile presenza di amianto

A una settimana dalla tromba d’aria che ha devastato Bassa e Ovest bresciano, Castelcovati stenta a ritornare alla normalità. Si tratta di un caso emblematico delle problematiche poste dall’ondata di maltempo. Complice il periodo di ferie di Ferragosto, la rimozione di tegole, mattoni e materiali sbriciolate dalla furia del vento prosegue a rilento. Anche perché la bonifica è resa complessa in molti casi dalla presenza di macerie con amianto polverizzato, calpestato dalle auto che lo spezzano, spargendolo nell'aria, ma anche intere piastre di fibrocemento. «Nei giorni scorsi con la pioggia molta polvere del materiale contenente asbesto, è stata portata via dall'acqua, per il resto tutti ci siamo adoperati per mettere gli spazi in sicurezza», osserva il sindaco di Castelcovati Alessandra Pizzamiglio. IL PERICOLO di contaminazione è reale, le fibre di amianto contenute nelle lastre sono altamente volatili e pericolose e la loro presenza non è indifferente. Se si fa la somma di tutto il materiale accantonato ritrovato tra i vicoli e in campagna la massa da smaltire è imponente, anche se il sindaco assicura che non si arriverà alla tonnellata. L’Ats ha varato un protocollo per far fronte alle emergenze di questo tipo. Da Bagnolo a Coccaglio passando appunto per Castelcovati, sono state attivate le direttive che danno l'opportunità ai singoli cittadini, seguendo le adeguate procedure, di raccogliere da autonomamente una parte di materiale. Il Comune di Castelcovati ha affidato l'incarico a una ditta specializzata per rimuovere le macerie negli spazi pubblici. «Per quanto riguarda le proprietà private - spiega Alessandra Pizzamiglio - ognuno dovrà chiamare privatamente l'azienda specializzata, abbiamo fornito una lista delle imprese di zona». La questione delle macerie, e in particolare quelle potenzialmente contenenti fibre di asbesto sono uno dei problemi collaterali dei danni provocati dal maltempo. Sullo sfondo, hanno rilevato i primi sopralluoghi effettuati dalle autorità chiamate a censire i danni, c’è un’altra emergenza ovvero quella dei proprietari di case che non sono assicurati sui danni da calamità naturale. Una prima stima parla addirittura del 30% di mancata copertura sugli edifici della prima tempesta. L’argomento sarà al centro anche della prossima riunione in Regione sull’emergenza maltempo. •

S.DUC.
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