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27.02.2020

Altri casi sospetti
al Civile. E la Uil
scrive a Scarcella

Il Coronavirus scatena anche la «street art» lungo le strade e i muri di Brescia SERVIZIO FOTOLIVEPotrebbero aumentare i casi positivi di Coronavirus nel Bresciano
Il Coronavirus scatena anche la «street art» lungo le strade e i muri di Brescia SERVIZIO FOTOLIVEPotrebbero aumentare i casi positivi di Coronavirus nel Bresciano

Ufficialmente agli Infettivi dell’ospedale Civile restano cinque i ricoverati per positività al nuovo coronavirus. Tra questi, i due bresciani le cui condizioni sono buone: il 51enne educatore di Pontevico e la ginecologa di 36 anni che vive a Cellatica e lavora all’ospedale di Manerbio, quest’ultima in reparto da martedì. Questi due, più gli altri tre cremonesi, sono quelli confermati dalla Regione Lombardia, che ieri però non ha tenuto l’annunciata conferenza stampa, perchè un dipendente dell’ente si è ammalato. POI CI SONO altri due casi che tuttavia non hanno ricevuto conferma e che non è escluso finiscano col rientrare nella ampia fascia dei falsi positivi. Si tratterebbe di un uomo e una donna, anch’essi al Civile dopo che ieri il test ne avrebbe rivelato il contagio. Test che invece hanno chiarito che i parenti della ginecologa di Cellatica, ma originaria di Nembro, nella Bergamasca, non hanno contratto il virus. L’ipotesi che la dottoressa si sia infettata all’ospedale di Manerbio da dove è passato, al Pronto soccorso, anche il paziente di Pontevico prima di essere trasferito al Civile, pur restando solo un’ipotesi desta preoccupazione. Tant’è che la Uilfpl ha inviato una lettera al direttore generale dell’Asst del Garda (da cui dipende Manerbio), Carmelo Scarcella. In cui segnala «che sarebbe opportuno adottare ulteriori disposizioni relative alla protezione degli operatori che svolgono attività a stretto contatto con gli utenti. E’ superfluo sottolineare come il personale medico e sanitario nella maggior parte dei casi operi in strettissimo contatto con il paziente. Vista la concreta possibilità di un contagio proprio in sede ospedaliera (situazione già verificatasi in altre sedi), la Funzione pubblica della Uil chiede «di valutare la possibilità di differire le prestazioni non urgenti, ovvero quelle programmate, mantenendo garantite unicamente le prestazioni urgenti ed i bollini verdi». Inoltre il sindacato sottolinea «la grave situazione di costante sovraffollamento delle sale d’attesa nei presidi ospedalieri che, in questa situazione, riveste condizione di particolare delicatezza sia per gli operatori sanitari che per i pazienti». INTANTO A CELLATICA, il sindaco Marco Marini ha diffuso un comunicato attraverso il sito dell’Amministrazione comunale. Spiega d’aver avuto, dall’Ats Brescia, la comunicazione «dell’ufficialità della notizia» del contagio della dottoressa». E segnala che «tutti i provvedimenti di intervento sono demandati ad Ats, che si è già attivata per valutare tutti i possibili contatti stretti avuti dalla signora, che non è colpita in forma grave». Inoltre: «I suoi parenti non presentano alcun sintomo» e «non verranno più fatti tamponi a tappeto, se non in presenza di sintomi», ma «Ats valuterà di mettere in quarantena/osservazione chi necessita di tale intervento». I medici di base, invece, hanno affisso un cartello nel quale, a seguito del recente episodio di contagio, vietano l’accesso in ambulatorio senza appuntamento e pregano di contattare telefonicamente sia per le visite, sia per le ricette. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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