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29.01.2020

Antenna davanti
all’asilo, parte
l’appello

L’antenna all’angolo tra via Chiusure e via Volturno
L’antenna all’angolo tra via Chiusure e via Volturno

Il dibattito sui rischi delle onde elettromagnetiche, e in particolare della nuova tecnologia 5G, è ancora aperto, ma gli studi finora a disposizione invitano, quantomeno, alla precauzione nell’esposizione. Soprattutto quando si tratta di bambini. Perciò il Consiglio di Quartiere Chiusure guidato da Elisa Mensi, sull’onda dell’esposto presentato da un residente, ha scritto al Comune per chiedere la verifica sulla sicurezza del posizionamento e sull’inquinamento ambientale prodotto dall’antenna situata in via Chiusure, all’angolo con via Volturno.


UN RIPETITORE che, nel tempo, è stato implementato in altezza fino alla recente installazione delle antenne per il 5G. Il quartiere della zona Ovest, a quanto si è appreso negli ultimi mesi, è tra i primi a sperimentare la nuova tecnologia. L’impianto - come si legge nella lettera del CdQ - è collocato a pochi metri in linea d’aria dalla scuola materna e nido Sant’Antonio ed in particolare dal giardino dove giocano i bambini, da numerose abitazioni civili e, prossimamente, anche dal nuovo Centro Civico che conterrà al suo interno la nuova biblioteca della zona Ovest. Il Consiglio, nella lettera, chiede di «procedere con una verifica puntuale della distanza di sicurezza e con le opportune verifiche sulle emissioni»; non solo, invita il Comune a «farsi promotore nei confronti degli enti di controllo, Arpa e Ats, affinché coordini le attività di verifica e monitoraggio necessarie a definire i rischi ai quali è sottoposta la popolazione adiacente l’impianto». Non solo. Il proliferare di questa tipologia di antenne spinge il CdQ a chiedere anche al Comune «una mappatura al fine di valutare eventuali criticità dovute alla sovrapposizione degli effetti sia per il numero di ripetitori, sia per le differenti frequenze utilizzate nelle tecnologie succedutesi nel tempo (3G, 4G, 5G)». Della vicenda si è interessato anche il Codisa che ha partecipato alla seduta del Consiglio di quartiere sul tema. «Abbiamo pensato di avviare a nostra volta con i residenti una verifica degli impianti presenti nel quartiere - spiega Maurizio Frassi -. Lanceremo l’idea di mappare tutte le fonti visibili, e ci sembra anche l’occasione giusta per chiedere una verifica di come è la situazione dell’intera città. Ci interessa sicuramente coinvolgere in questo lavoro anche il Comune in modo da avere un quadro completo ed esaustivo». Frassi ricorda che «in mancanza di certezze sugli effetti è necessario applicare il principio di precauzione, soprattutto quando l’esposizione avviene in un periodo di tempo lungo durante la giornata. Non solo. C’è anche il problema degli impatti cumulativi, è necessario cioè verificare se in un sito i soggetti siano sottoposti a più fonti di inquinamento». «Sulla scorta della segnalazione ricevuta ci siamo mossi per cercare, come auspicato anche dal Consiglio di Quartiere, di gestire il problema in modo coordinato con gli Enti - è la replica dell’assessore comunale all’Ambiente Miriam Cominelli -. È già in calendario nei prossimi giorni un incontro fra tecnici del Comune e Arpa per i necessari approfondimenti».


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