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27.11.2020

«Antinfluenzale,
ai medici metà
delle dosi»

In Lombardia continua il caos vaccini per i quali mancano le dosi
In Lombardia continua il caos vaccini per i quali mancano le dosi

Sul vaccino antinfluenzale ormai è il caos. «Arrivano segnalazioni da quasi tutti i territori che sono state chiuse le agende delle prenotazioni per mancanza di dosi» ha denunciato il consigliere regionale del Pd Gianantonio Girelli, confermando casi di annullamenti e cancellazioni. La copertura minima dei soggetti vulnerabili rischia di non essere completata anche se l’assessore regionale al Welfare dichiara che la compagna antinfluenzale «sta andando a pieno ritmo e si vaccineranno tutte le fasce obbligatorie». «Abbiamo superato le 2 milioni di dosi che sono arrivate nei nostri magazzini e distribuiti dalle farmacie ai medici di base e alle Asst» ha aggiunto. MA PROPRIO ieri i medici di famiglia hanno saputo che riceveranno la metà dei vaccini ordinati, e poco più: il lotto di fine novembre non arriverà. Se va bene, fa sapere Angelo Rossi, segretario bresciano della Fimmg, ce ne daranno una trentina a dicembre. Molti pazienti under 65 che avrebbero avuto diritto all’antinfluenzale sono rimasti fuori e, spiega Rossi, «non so nemmeno dove mandarli per fare il vaccino». Poi l’amara considerazione: «Abbiamo mobilitato protezione civile e comuni. E dalla settimana prossima possiamo smantellare tutto». Sull’antinfluenzale interviene anche Francesco Rastrelli, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia e delegato regionale. Le Regioni, ricorda, hanno a suo tempo opzionato tutte le dosi sul mercato per un’acquisizione superiore ai quantitativi storici, «nell’intento di vaccinare il maggior numero di pazienti a rischio». L’espletamento delle gare regionali «si è sviluppato in tempi incompatibili con la riprogrammazione della produzione industriale» e nonostante le segnalazioni da parte dei Farmacisti risalenti all’estate, «esistono scarsissime possibilità di reperire il vaccino antinfluenzale nel ciclo commerciale da dispensare tramite le farmacie ai cittadini non rientranti nei target vaccinali regionali ministeriali». «Ad oggi - continua il presidente dell’Ordine - vi sono Regioni che non hanno ancora assicurato dosi per la popolazione attiva, accanto ad altre che ne possono assicurare mediamente 50-60 a farmacia e, infine, altre che potrebbero fornire quantità esigue, come 10-12 dosi mediamente a farmacia». Non è dato sapere se la Lombardia rientri tra queste ultime. Dosi che, rileva Rastrelli, sarebbero comunque «del tutto insufficiente a coprire le istanze e le esigenze della cittadinanza e potrebbero arrivare a creare discriminazioni tra i potenziali fruitori». Da qui il suggerimento dei Farmacisti: «Qualora la quantità per farmacia non fosse incrementabile, sarebbe preferibile indirizzare queste dosi a quella quota del personale sanitario che ad oggi non ha ancora potuto vaccinarsi, lasciando le eventuali eccedenze all’Ente pubblico affinché siano destinate a fronteggiare le richieste di pazienti fragili rimaste inevase». Intanto in Regione già si parla di vaccino anti-Covid. La speranza dei medici è che il «calvario» dell’antinfluenzale non si ripeta. •

Paola Buizza
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