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21.04.2019

Appello all’Amministrazione: «Non dimenticate viale Piave»

Viale Piave è una via d’accesso diretta alla città. La presidente del  CdQ chiede un piano di rilancio
Viale Piave è una via d’accesso diretta alla città. La presidente del CdQ chiede un piano di rilancio

Viale Piave, strada dimenticata. L’allarme non è nuovo ma viene ripetuto dal consiglio di quartiere di Porta Venezia che si è riunito venerdì sera, alla vigilia delle vacanze pasquali. «Nel tempo nulla è cambiato», dice la presidente Antonella Loda che conosce i problemi da consigliera della precedente tornata oltre che da residente. «Si parla di attenzione alle periferie, di stanziamenti, ad altre arterie sono indirizzate strategie di ampio respiro - aggiunge -. Viale Piave non vede progetti. Potrebbe essere una bella strada. È vissuta, con negozi di vicinato, alimentari e non, scuole, ambulanze, piscina, supermercato, ma mancano i parcheggi, manca una pista ciclabile. La viabilità è congestionata, soprattutto nelle ore di punta scolastiche, e anche pericolosa. Il sottopasso è stato riqualificato ma purtroppo è ancora poco utilizzato, dovremo trovare con il Comune qualche forma di incentivo. Serve un piano complessivo come è stato fatto per altre periferie, altrimenti il degrado avanza, nonostante sia una diretta di accesso alla città, anche in occasione della Mille Miglia non è un buon biglietto da visita. È una parallela a viale Venezia, di serie B». Per la presidente del CdQ, la perdita dell’edicola davanti alla Carducci, rivendita ma anche punto di aggregazione e di vivacità, pur dovuta a molti fattori anche irreversibili, ha rappresentato «una ferita. Abbiamo chiesto all’Italmark se sarà possibile almeno introdurre fra i banconi la vendita dei giornali. E gli anziani lamentano la mancanza di un bus che dal viale porti direttamente in centro». SU VIALE VENEZIA le cose vanno meglio ma non del tutto, secondo le segnalazioni che arrivano agli eletti. Non paiono abbastanza illuminati gli attraversamenti dove si trovano le vetrine, e gli incidenti lo dimostrano; la viabilità delle zone interne, con le arterie trafficate di via Comboni e via Quaranta con la presenza di una scuola superiore e una materna, non subisce interventi di razionalizzazione da un bel po’. «È chiaro che conciliare la necessità di sosta in aree dove i garage non sono sufficienti con il passaggio non è semplice ma noi chiediamo che si ponga mano a uno studio. Non sono operazioni da farsi a pezzettini, ci vuole una programmazione». Di questo si parlerà in un’assemblea pubblica indetta dal Consiglio, che si riunisce una volta al mese per affrontare i problemi soprattutto legati alla mobilità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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