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26.01.2020

Arance dell’Airc: vince la generosità

Il banchetto solidale allestito in corso Zanardelli: i bresciani ancora una volta si sono dimostrati molto generosi con l’Airc
Il banchetto solidale allestito in corso Zanardelli: i bresciani ancora una volta si sono dimostrati molto generosi con l’Airc

Arance siciliane e calabresi in retine da due chili e mezzo andate a ruba, con un’offerta minima di dieci euro. Ma quando c’è da fare qualcosa di buono, i bresciani non si tirano indietro e non badano al soldo: così già ieri mattina in città andavano esaurite le oltre cinquemila reti di arance che ogni anno Airc porta nelle piazze italiane per la giornata delle «Arance della salute». Durante la giornata, la Fondazione per ricerca sul cancro è presente contemporaneamente in tremila piazze italiane e il ricavato è destinato alla creazione di borse di studio per ricercatori che si occupano soprattutto di forme tumorali rare e meno studiate dagli altri gruppi di ricerca. LA DISTRIBUZIONE delle retine di agrumi a Brescia era già iniziata mercoledì di fronte all’ospedale Civile e alla Poliambulanza, ma la generosità più grande è arrivata dalle scuole superiori: «Più della metà delle reti di arance che avevamo a disposizione è stata distribuita negli istituti superiori della città grazie ad un accordo che Airc ha stipulato con il Miur - ha detto Esmeralda Rettagliata Gnutti, consigliera del Comitato Airc Lombardia e anche lei ieri mattina in corso Zanardelli a distribuire arance e sorrisi -. Credo che Brescia sia al primo posto in Italia per arance distribuite nelle scuole. Sono davvero attivissime e ogni anno ce ne chiedono sempre di più». Ma la collaborazione con le scuole non si esaurisce soltanto con la distribuzione delle retine: «I nostri ricercatori incontrano gli studenti per raccontare i progetti a cui stanno lavorando e per parlare dei corretti stili di vita come forma di prevenzione delle malattie: fra città e provincia ogni anno ne incontriamo circa tremila». Facendo due conti, cinquemila retine a dieci euro ciascuna fanno cinquantamila euro, raccolti in pochi giorni solo in città. «In realtà molte persone ci hanno lasciato i soldi senza ritirare le arance, quindi spero saranno ancora di più – confessa la consigliera -. Quasi tutti i bresciani sono arrivati qui in corso Zanardelli e in piazzetta Sant’Alessandro cercando proprio noi, erano informati dell’iniziativa e sono venuti proprio per donare. In provincia la raccolta dovrebbe terminare domani (oggi) perché alcune delegazioni di volontari si organizzano per allestire i banchetti fuori dalle chiese». Volontari che, fra città e provincia, hanno quasi toccato quota 400: «Non finiremo mai di ringraziarli, alcuni di loro prendono le ferie per aiutarci con i banchetti». È PASSATO A PRENDERE una rete di arance, ma c’era la possibilità di avere anche marmellate e miele firmato Airc, anche Silvano Sozzani, storico ricercatore Airc bresciano e direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare e Traslazionale dell’Università di Brescia. «Ho preso la mia prima borsa di studio Airc a metà degli anni Ottanta, e da allora l’associazione non ha mai smesso di finanziare la mia ricerca in campo oncologico. All’inizio eravamo solo due gruppi di ricercatori al Civile, mentre oggi a Brescia sono attivi sette o otto gruppi di lavoro Airc che si occupano di ricerca pre-clinica di base, diagnostica e clinica vera e propria. La qualità della ricerca oncologica a Brescia è sempre più alta grazie anche al sostegno della Fondazione che non ha mai smesso di credere nel nostro lavoro». •

Silvana Salvadori
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