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19.06.2019

Arriva il grande caldo,
63 mila bresciani
«sorvegliati» speciali

Ventilare gli ambienti può aiutare a sopportare meglio l’ondata di caldo torrido in arrivo nei prossimi giorni
Ventilare gli ambienti può aiutare a sopportare meglio l’ondata di caldo torrido in arrivo nei prossimi giorni

Il caldo è arrivato, atteso o temuto, amato o detestato, la stagione estiva lo ha presentato come sempre. Anche il calendario fra poco lo sancirà. Ma l’afa perdurante, in assenza di vento o di piogge, associata ad alti tassi di umidità, può avere risvolti negativi sulla salute delle persone più fragili, i malati cronici, i bambini, gli anziani, le donne incinte. Come ogni anno, è arrivata l’indicazione regionale di predisporre appositi piani di sostegno, soprattutto per chi vive da solo. La popolazione bresciana è stata divisa da Ats Brescia in 14 fasce di rischio. In particolare sono 63.182 le persone rientrano nelle fasce di rischio alto e molto alto. Il piano di prevenzione del danno coinvolge le strutture ospedaliere e sociosanitarie, i medici di Medicina generale, i pediatri di famiglia, le amministrazioni comunali, le aziende private, le associazioni del Terzo Settore, ciascuno attivato per le sue competenze. Una speciale attenzione si chiede alla cittadinanza tramite la «cultura della prossimità», una volta più solida ora più sgretolata in particolare nei grossi centri. Chi ha bisogno di aiuto o vede qualcuno in difficoltà può chiamare il numero verde 800.99.59.88 gestito dall’Auser che risponde 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

 

SUL SITO di Ats Brescia (www.ats-brescia.it) è presente inoltre materiale informativo rivolto alle diverse categorie con problemi che possono derivare dall’incessante calura e sono riportate le previsioni meteorologiche per Brescia e provincia messe a disposizione, fino al prossimo 15 settembre, dal Ministero della Salute e da Arpa Lombardia. Sono utili per chi si prende cura di un malato, di un vecchietto, ma anche per tutte le realtà interessate alla prevenzione. I consigli sono quelli che ormai tutti conoscono e che vengono ribaditi dai media, tuttavia l’informazione è alla base di ogni buon comportamento per evitare complicazioni. Tutti dovrebbero evitare di uscire nelle ore torride, ma ancor più devono pensarci coloro che hanno una debolezza momentanea o cronica. In testa meglio mettere un cappello, sugli occhi occhiali adatti. In casa vanno schermate le finestre al sole e, se si dispone di condizionamento, la temperatura va fissata fra i 25 e i 27 gradi, non troppo bassa anche per non soffrire di sbalzi eccessivi in uscita. Bisogna bere molto, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, abbandonando alcol e bevande gassate, mangiare cibi freschi e leggeri, tanta frutta e verdura. I farmaci vanno conservati al fresco, poi si ricorda di pensare anche agli amici animali e al loro benessere. Chi assiste un anziano è bene che per almeno 4 ore lo porti in un luogo non caldo o climatizzato, che osservi con lui le precauzioni già elencate, chiamando il medico in caso di dubbi. Le signore in dolce attesa devono bere molto e usare creme protettive per la pelle più delicata nel periodo. Guai a tenere un neonato fino a sei mesi al sole, anche sotto l’ombrellone, e tenere sempre i piccolini d’occhio, mai soli in un posto afoso. Anche coloro che lavorano all’aperto hanno bisogno di cambiare ritmi, programmando l’attività nelle diverse ore, aumentando le pause, cercando di non restare isolati, tenendo vicino acqua e integratori.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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