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06.12.2019

Autismo,
l’assistenza sarà
multidisciplinare

La risoluzione approvata in Regione prevede un aiuto concreto ai giovani malati
La risoluzione approvata in Regione prevede un aiuto concreto ai giovani malati

Un approccio multidisciplinare nel contrasto della sindrome dello spettro autistico, ampliando le misure di sostegno in età sia pediatrica sia adulta, assicurando la piena inclusione scolastica e potenziando le campagne di sensibilizzazione e informazione in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale. Parte da Brescia la rivoluzione prevista dalla risoluzione, approvata dal Consiglio regionale, su proposta della vice presidente della Commissione Sanità Simona Tironi (FI) che ne ha discusso ieri mattina con Marco Trivelli, direttore generale degli Spedali Civili di Brescia, Annamaria Indelicato direttore socio sanitario degli Spedali Civili, Claudio Sileo direttore generale dell’Asst Brescia e la vice presidente Anffas Brescia, Maria Villa Allegri. «I disturbi dello spettro autistico sono caratterizzati da una grave e generalizzata compromissione di diverse aree dello sviluppo - ha sottolineato Simona Tironi -. La malattia compromette così le interazioni sociali, le competenze comunicative, i comportamenti, gli interessi e le attività. L’autismo è tra i più comuni e invalidanti disturbi dello sviluppo neuropsichico. C’è bisogno di una presa in carico a 360 gradi».


È PREVISTA anche l’attivazione di un tavolo fra gli assessorati competenti per materia. «In Lombardia l’autismo colpisce circa 16 mila bambini e ragazzi, spesso associato ad altri disturbi - ha aggiunto la vice presidente della commissione Sanità, Simona Tironi -. Per la loro complessità, i disturbi dello spettro autistico hanno bisogno di una presa in carico a 360 gradi e in modo particolare di una stretta sinergia tra istituzioni e associazioni dei familiari. Occorre prevedere interventi mirati specialistici che investano non solo un percorso di cura e riabilitazione, ma anche interventi a lunga assistenza di intensità diverse, oltre a competenze professionali qualificate». Il numero dei malati nell’area dell’Ats di Brescia nel 2018 è arrivato a quota 1.440: 11,9 casi ogni 10 mila sulla popolazione generale e 49,7 casi ogni 10 mila nella popolazione 0-19 anni. «Il numero di nuovi casi diagnosticati è andato aumentando notevolmente dal 2008 al 2015 stabilizzandosi successivamente con una media annuale di nuovi casi superiore ai 150-anno - ha spiegato Sileo -. L’aumento delle nuove diagnosi ha portato quasi a triplicare il tasso di prevalenza dal 2012 al 2018. Ciò è dovuto sicuramente in buona parte alla migliore completezza delle banche dati sanitarie e sociosanitarie che permettono di identificare con maggior sensibilità i soggetti con tali patologie. Probabilmente anche a una maggior sensibilità diagnostica del sistema sanitario che ha aumentato la capacità di identificare i soggetti con tali patologie». I dati di Brescia sono del tutto simili a quelli di Bergamo e moderatamente inferiori rispetto a Milano. Nei 292 adulti il consumo di risorse era nel 2018 di 14.154 euro in gran parte dovuto all’utilizzo di servizi socio-sanitari in strutture. Per i bambini e i ragazzi affetti da autismo il consumo di risorse era nettamente più basso (3.630 euro e 3.254 euro), ma tra 2015 e il 2018 ha visto un raddoppio determinato dai servizi domiciliari. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

Giuseppe Spatola
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