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09.08.2020 Tags: Brescia

Auto inquinanti e vecchie: Brescia non «accelera»

Il parco auto in provincia di Brescia fa i conti con un numero ancora molto alto di veicoli vecchi e inquinanti
Il parco auto in provincia di Brescia fa i conti con un numero ancora molto alto di veicoli vecchi e inquinanti

A Brescia e provincia ci sono oltre 215mila automobilisti che potrebbero approfittare del massimo offerto dall’ecobonus per gli Euro 6 pubblicato ad agosto. In città e provincia, secondo l’elaborazione di Facile.it realizzata su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiornati al 31 dicembre 2019, circolano 215.633 veicoli per il trasporto di persone ad uso privato che non vanno oltre l’Euro 3. Poco più del 26% del parco auto circolante a Brescia ha quindici anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992; e di queste ultime se ne trovano per le strade bresciane più di cinquantamila. Brescia non è un caso isolato in Lombardia, anzi, ma in questo caso non vale il detto «mal comune mezzo gaudio». Le auto private Euro 0-1-2-3 nell’Archivio nazionale dei veicoli della Motorizzazione registrate in Lombardia sono 1,6 milioni. La maglia nera della regione per quantità di Euro 0 ancora presenti spetta a Pavia che, con un valore di 6,77%, risulta essere la provincia lombarda con la percentuale più alta di veicoli vetusti sul totale parco auto registrato (24.691 veicoli). Alle spalle di Pavia si trova la provincia di Milano, dove il 6,60% delle autovetture registrate appartiene alla categoria Euro 0 (125.824); in questa classifica Brescia si colloca al sesto posto (6,07%). Se si contano anche le autovetture Euro 1-2-3, la graduatoria vede invece al primo posto la provincia di Sondrio: qui il 29,12% delle autovetture appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4. Subito dopo si trovano le province di Mantova (28,65%), Pavia (27,93%), Milano (26,57%). Brescia in questo caso è quinta (26,09%). TANTI, DUNQUE, SONO i bresciani e i lombardi che potrebbero usufruire degli incentivi statali appena pubblicati per acquistare un’auto meno inquinante. Se si rottama un veicolo con più di dieci anni, che come detto a Brescia non mancano, si può ottenere un bonus di diecimila euro se si acquista un’auto elettrica (quindi con emissioni di Co2 fino a 20 g/km), oppure di 6.500 euro se si sceglie un’ibrida (con emissioni da 21 a 60 g/km). Se invece non si rottama, l’incentivo si ferma rispettivamente a 6.000 e 3.500 euro. Per chi opta per un Euro 6, diesel o benzina, l’incentivo è di 3.500 euro in caso di rottamazione di un veicolo con più di dieci anni, oppure la metà se non si decide di mandare allo sfasciacarrozze il proprio mezzo antiquato. Un ecobonus quanto mai provvidenziale in tempi di ristrettezze economiche, perché, sempre secondo l’elaborazione di Facile.it, non è vero che circolare con il vecchio veicolo comporti un risparmio in termini di denaro, oltre al fatto non trascurabile di contribuire ad aumentare l’inquinamento dell’aria. Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per proteggere il veicolo nuovo. •

Silvana Salvadori
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