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18.04.2019

Avis e Spedali
Civili: obiettivo
tracciabilità

Zama, Pagliarini, Trivelli e Marini nella sede dell’Avis
Zama, Pagliarini, Trivelli e Marini nella sede dell’Avis

Si rinsalda il rapporto di gemellaggio tra Avis provinciale e Spedali Civili. Per suggellare il patto di amicizia, la sede dell’Avis ha ospitato il direttore generale dell’Asst Marco Trivelli, a cui sono stati riferiti gli ultimi dati sulle donazioni bresciane. Il 68% dei nuovi iscritti - è stato spiegato - ha meno di 35 anni. Un risultato positivo, che compensa e fa ben sperare nel futuro, visto che la tendenza di donatori e di donazioni è in calo da qualche anno. Nel 2018 infatti, sono state raccolte 61.013 sacche, circa 900 in meno rispetto al 2017, a causa di linee guida sempre più restrittive, raggiungimento dell’età donazionale di generazioni con basso indice di natalità e il moltiplicarsi di virus influenzali sempre più forti come il pericoloso virus del Nilo occidentale (Brescia è zona endemica). «Tuttavia - ha spiegato il presidente provinciale di Avis Brescia, Gabriele Pagliarini - il calo è più contenuto degli anni passati, quando il trend era di meno tremila mila unità». Quanto ai donatori, nel 2018 si sono attestati a quota 34.382, quasi 400 in meno sui 34.714 del 2017, l’indice di donazione si è attestato sui livelli del 2017 a 1,77.

NONOSTANTE tutto, l’Avis bresciana riesce a rispondere bene alle emergenze. «L’autosufficienza rappresenta un obiettivo strategico della nostra città. Attualmente siamo in grado di garantire il 70% dei farmaci plasmaderivati necessari ai pazienti», ha commentato il direttore sanitario Avis provinciale di Brescia, Germana Zana. Negli ultimi tempi anche la tecnologia sta diventando sempre più un’alleata preziosa: «Abbiamo avviato un servizio di telecardiologia con la Poliambulanza e grazie a CardioCalm, si potrà eseguire a richiesta l’elettrocardiogramma al momento della donazione del sangue», ha sottolineato Zana. Si è inoltre al lavoro per giungere presto alla creazione della tracciabilità della filiera della raccolta, con l’istituzione della provetta certificata insieme al Servizio immuno-trasfusionale degli Spedali Civili di Brescia. «Grazie ai nostri laboratori del Simt (Società Italiana Medicina Trasfusionale) degli Spedali Civili, controlliamo tutte le sacche di sangue e questo ci consente di isolare quello contaminato», ha sottolineato Mirella Marini, direttore del Simt.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Flavio Cammarota
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