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29.01.2020

Azione: «L’Italia
può essere
cambiata»

Grande successo per l’evento organizzato da Azione con Carlo Calenda e Matteo Richetti
Grande successo per l’evento organizzato da Azione con Carlo Calenda e Matteo Richetti

Cinquecento tessere staccate e già cinque comitati attivi (oltre al capoluogo, Desenzano, Lumezzane, Paderno Franciacorta e Pisogne). A Brescia e in provincia Azione, la forza politica nata per iniziativa di Carlo Calenda e di Matteo Richetti all’indomani della formazione del secondo governo Conte, è in piena fase di radicamento. Il riscontro territoriale è più che promettente, confermato dai numeri elencati dal capogruppo in Loggia di Brescia per Passione, Fabrizio Benzoni (primo referente locale del partito), corroborato dal successo dell’incontro pubblico di ieri sera, svoltosi alla presenza dei due leader in un auditorium gremitissimo (il Capretti dell’istituto Artigianelli di via Piamarta) e suffragato dalle parole dell’eurodeputato ed ex ministro dello sviluppo economico dei governi Renzi e Gentiloni: «Brescia è ufficialmente il nostro miglior gruppo, per il momento». L’appuntamento si è aperto con le riflessioni di Richetti sulla vittoria del centrosinistra in Emilia Romagna. Il senatore modenese ha subito attaccato il suo ex partito, il Pd, stigmatizzando la conclamata aspirazione del Nazareno di costituire un’alleanza strutturale con i M5S in previsione soprattutto degli appuntamenti elettorali che caratterizzeranno l’anno in corso. Strategia, secondo Richetti, incomprensibile alla luce di un risultato, quello conseguito da Stefano Bonaccini, ottenuto «in proprio». Il concetto su cui hanno insistito i due cofondatori è lo stesso che ha dato la stura alla nascita di Azione: «I sovranisti non si battono alleandosi con i populisti».


LA SFIDA LANCIATA dai due ex Pd, e messa nero su bianco da Richetti, consiste nel «dare vita ad una grande comunità politica radicata nel territorio, ad un partito diffuso capillarmente le cui sedi siano luoghi aperti di discussione. Non abbiamo vinto solo perché Bonaccini è bravo, è accaduto perché la proposta presentata agli elettori è stata credibile e così è stata recepita. La nostra sfida è lunga e complessa, inizia in pratica adesso, appena smaltiti i veleni di una campagna elettorale che ha visto un’esponente di Azione venire eletta nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna». «Niente di scandaloso nel fatto che Nicola Zingaretti e Matteo Renzi, dopo aver sostenuto che l’unica via percorribile in caso di caduta del governo gialloverde sarebbero state le elezioni politiche, abbiano scelto di dare vita ad un esecutivo insieme al Movimento 5 Stelle - ha esordito Calenda - noi abbiamo preferito la coerenza alla convenienza, la salvaguardia e la tutela dei nostri principi rispetto alla pratica del compromesso». E ha subito aggiunto: «Colmare una distanza siderale nel giro di mezza giornata basandosi sull’idea che dall’altra parte c’erano i fascisti da combattere e sulla paura incussa da un bullo al Papeete significa consegnarsi alla sconfitta per i prossimi quarant’anni». E a nulla serve dare del fascista a chi vota Salvini e Meloni: «Il fascismo è cosa tragica e serissima, ciò che stiamo vivendo adesso è cosa sconcia e ridicola e così va trattata se vogliamo uscirne vincitori». «I sovranisti non si battono alleandosi con i 5 Stelle - ha insistito Calenda - ma recuperando la rappresentanza, parlando alle persone e spiegando loro che Azione è un progetto concreto che avrà successo. L’Italia è alla disperata ricerca di qualcuno che fornisca risposte articolate, anche sgradevoli, ed è questo l’approccio diverso che ci contraddistingue. Il mio incarico di governo mi ha fatto capire che in Italia si può davvero cambiare».


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Mauro Zappa
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