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25.03.2019

Beatrice, la bresciana che sussurra ai leoni

I felini in primo piano nel lavoro di Beatrice BurloneBeatrice Burlone è stata tre mesi in Sudafrica per il Progetto Wildlife feliniLa giovane bresciana impegnata con la macchina fotografica
I felini in primo piano nel lavoro di Beatrice BurloneBeatrice Burlone è stata tre mesi in Sudafrica per il Progetto Wildlife feliniLa giovane bresciana impegnata con la macchina fotografica

Inseguire i propri sogni, o almeno darci un’occhiata da vicino per vedere l’effetto che fanno. Non tutti ne hanno la possibilità, ma quando Beatrice Burlone ha visto passare davanti a sé il treno della felicità, ci è salita al volo. Il treno, per lei, aveva un nome preciso: il Progetto Wildlife – Felini, uno dei viaggi solidali organizzati dal World Education Program, che l’ha portata per tre mesi in Sudafrica. IL PROGRAMMA WEP è uno dei viaggi di solidarietà che permettono ai giovani di visitare diversi Paesi nel mondo non come turisti, ma partecipando attivamente alla vita sociale e contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali. Grazie a questo programma, Beatrice è partita da Brescia lo scorso 15 novembre alla volta del Sudafrica armata di macchina fotografica e di voglia di fare. «Ho scelto questa meta perché sapevo che avrei potuto svolgere attività di volontariato stando a contatto con la flora e la fauna locali – spiega Beatrice -. Ogni giornata riservava qualche sorpresa: ci svegliavamo verso le 5.30 e subito dopo, per evitare la calura asfissiante, partivamo per la perlustrazione del territorio fuori dal campo base per circa tre ore. Il compito principale era di segnalare latitudine e longitudine in cui avvistavamo gli animali, soprattutto impala, kudu e leoni, contarli, riconoscerne e stabilirne il sesso e fotografarli. Una volta rientrati al campo, dovevamo scaricare e selezionare tutte le immagini scattate dalle macchine fotosensibili installate nella riserva, allo scopo di censire e monitorare la fauna locale. Un compito che mi ha letteralmente entusiasmato, vista la mia passione per la fotografia naturalistica scoperta grazie a National Geographic». Beatrice Burlone, che oggi ha vent’anni, si è iscritta al programma internazionale – «ero l’unica italiana, ma è stato bellissimo, ora ho amici in tutta Europa» – per rispondere prima di tutto ad una domanda personale: «Cosa voglio fare da grande?». DOPO IL DIPLOMA artistico conseguito nello scorso anno scolastico al liceo Leonardo della città, Beatrice non era certa di sapere quale fosse il percorso formativo o lavorativo migliore per lei. «Non avevo le idee molto chiare, e ho intrapreso questo viaggio nella speranza di schiarirmi le idee. E così è stato» racconta. E adesso sta studiando duramente per superare il test d’ingresso al Dipartimento di Veterinaria: «Gli animali sono sempre stata una passione per me, ma solo durante il viaggio in Sudafrica l’ho riscoperta veramente. Mi piacerebbe moltissimo ritornare là, e certamente lo farò fra qualche anno». Il mal d’Africa, insomma, ha colpito anche Beatrice, con la benedizione dei suoi genitori: «Quando gliene ho parlato per la prima volta, erano preoccupati, ma il fatto che partissi supportata da un’associazione li ha rassicurati. Sono stati loro i primi a dirmi che se non avevo idee precise sul mio futuro, potevo prendermi del tempo per pensarci, e questa poteva essere un’occasione preziosa per chiarirmele. Per fortuna è andata così». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvana Salvadori
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