CHIUDI
CHIUDI

20.02.2020

Bimbi disabili e
istruzione: corsa
a ostacoli

Mamma Dina Dal Lago con il suo bimbo, Angelo
Mamma Dina Dal Lago con il suo bimbo, Angelo

Gli alunni disabili aumentano di anno in anno, ma i finanziamenti sono sempre in forse, le scuole hanno ancora barriere architettoniche o comunque utilizzano poco le scoperte tecnologiche per facilitare l’inserimento, la metà degli insegnanti di sostegno non è di ruolo e arriva tardi sulla prima campanella, alcuni Comuni hanno difficoltà per gli assistenti ad personam dei bambini più gravi. A ciò si aggiunge il problema che, quando comincia la scuola, il quadro fornito da Ats in luglio è determinato, però poi continuamente arrivano nuove certificazioni di disabilità e l’organico di supporto deve essere rimpinguato in corso d’opera, con le graduatorie degli insegnanti specializzati già esaurite, per cui vengono chiamati i prof delle varie discipline. Solo la scorsa settimana sono stati trovati ulteriori insegnanti per 12 istituti del territorio. In genere le aggiunte vengono effettuate fino ad aprile, poi la frequenza avviene senza il sostegno dello Stato. Se ne riparla l’anno prossimo. Una recente indagine di Istat sul 2018-19 quantifica in Italia 10mila alunni da seguire in più sull’anno precedente. Nel Bresciano gli studenti con certificazione erano 4.443 nel 2017-18, 4.648 nel 2018-19, sono 4.901 nel 2019-20, a fronte di un totale iscritti, dall’infanzia alle superiori, di 156.125. I docenti di sostegno sono 2.438, in un rapporto di quasi 1 a 2, positivo rispetto alla media italiana di 1 a 3. I numeri Istat danno un quadro del Paese, dove frequentavano l’anno scorso 284 mila studenti con handicap, i maschi doppi delle femmine, per la metà con disturbi intellettivi che sono in crescita così come i disturbi del linguaggio. In Italia solo il 34 per cento degli edifici scolastici è accessibile a tutti, in Lombardia siamo al 61 per cento. Le ore di sostegno sono in media 14 alla settimana, 15 alla primaria, ma la discontinuità è alta e nel 10 per cento dei casi succede che il ragazzino cambi il suo riferimento nel corso dei mesi. GLI ASSISTENTI ad personam del Comune di Brescia, che seguono ogni ordine e grado, dai 3 ai 18 anni, sono quasi 500 ed erogano 6 mila ore alla settimana. La situazione nel capoluogo, dove la concentrazione è maggiore, è buona, meno nei paesi più piccoli alle prese con i fondi e con le ore concesse da Milano. La Loggia ha scelto di sommare soldi propri a quelli regionali per mantenere lo standard fino a 17 ore settimanali. Sui fondi in generale per la disabilità la Regione ha fatto in questi giorni un passo indietro rispetto alla scure decisa pochi mesi fa e il Governo sul tema disabilità ha stanziato 90 milioni per la Lombardia. Un confronto è in atto fra Anci, sindacati ed Esecutivo su una possibile statalizzazione del servizio di assistenza scolastica ora appaltato a cooperative, così come sta accadendo, non senza polemiche, con gli addetti alle pulizie. «Ritengo che non si giungerà a un’intesa in tempi brevi», avverte l’assessore all’Istruzione della Loggia Fabio Capra. Non è certo un’operazione semplice: avrà il vantaggio di uniformare la figura professionale oggi molto variegata, ma la definizione dei requisiti crea anche problemi, come sta succedendo nel settore sulle pulizie dove ci sono stati licenziamenti. Sugli insegnanti di sostegno una parziale buona notizia è stato il decreto di pochi giorni fa per 19.585 posti nelle università dove si faranno corsi di formazione per specializzandi. In Lombardia saranno alla Cattolica, alla statale di Bergamo, a Bicocca, ma in totale solo per 85 iscritti. Non sarà certo sufficiente e, anche se le prove preselettive sono fissate per il 2 e 3 aprile, i corsi non sforneranno specializzati prima del 2021. Non mancano le discussioni sui criteri per diventare il prof di supporto al disabile: oggi devi essere per forza laureato, non è sufficiente essere diplomati, a mano di esserlo in un istituto tecnico. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1