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27.11.2020 Tags: Brescia

Black Friday,
città in svendita.
Un affare soltanto per l’online

Michelangelo FloraSara FalsettiAngelica MannoFrancesca Modini
Michelangelo FloraSara FalsettiAngelica MannoFrancesca Modini

Come cambiano le cose in poco tempo. Esattamente un anno fa il cuore della città era invaso di cittadini a passeggio, alla spasmodica ricerca dell’affare. Boutique illuminate colme di merce in promozione per il Black Friday, negli anni trasformato in una «Black week». Ma sono ricordi lontani, il Covid-19 ha spazzato via tutto: serrande abbassate, luci spente e un movimento di persone quasi irrilevante. Poche le attività che possono godere del «via libera» del Governo e nel frattempo si allunga la scia di chi ha deciso di uscire definitivamente di scena: non è raro «incappare» in un negozio con le serrande abbassate. CHI RESISTE, tra le mille difficoltà, ha saputo sfoggiare la potente arma della resilienza, dotandosi di uno store online. Perché è proprio sulla rete che ormai in molti hanno deciso di fare compere. Un’opzione, forse, non così sbagliata in questo particolare momento storico, ne è convinta Francesca Modini. «La prudenza non è mai troppa. Aprire tutto presuppone la formazione di possibili mini-assembramenti e di contatti più ravvicinati tra persone, inoltre i clienti toccano la merce esposta con il pericolo di contagio. Per ora è meglio andare avanti così, prediligendo ovviamente i siti delle attività che sono a Brescia, per aiutarli a superare le difficoltà attuali», spiega. Parere pienamente condiviso da Paolo Ronchi convinto di «un’espansione ormai inarrestabile dell’e-commerce a cui non ci si può sottrarre del tutto. Forse - aggiunge - resisterà più a lungo l’abbigliamento: il locale fisico è fondamentale per provare il capo. Ma per casalinghi, oggettistica e soprattutto per l’elettronica, conviene internet anche per una questione di prezzi, molto più accattivanti. La pandemia ha solamente accelerato un processo di evoluzione del commercio già molto presente all’estero e a cui l’Italia non era abituata». Impossibile tornare indietro: parola di Michelangelo Flora, del negozio di calzature Borghini di via Mazzini. «La strada intrapresa ci porta ormai a prediligere la vendita e l'acquisto sul web, aldilà del Covid. Sono convinto che non possa esistere l’online senza il negozio fisico ma allo stesso tempo l’online si rivelerà fondamentale per la sopravvivenza delle attività - sottolinea Michelangelo -. Noi siamo aperti per la vendita delle scarpe da bimbo ma il risultato non è quello che ci aspettavamo mentre abbiamo un buon riscontro sull’e-commerce». DOPOTUTTO non si potrebbe uscire se non per comprovati motivi e se l'acquisto si può fare comodamente sul divano di casa e con un click sullo smartphone, perché non farlo. «Ormai si può comprare qualsiasi cosa su internet e molte attività, forti dell’esperienza della prima ondata e del primo lockdown, si sono organizzate con le proprie «vetrine» sul web. Sicuramente non basterà e molti soffriranno di queste chiusure», aggiunge Angelica Manno. Per questo sarebbe indispensabile un maggiore controllo sul mondo virtuale o meglio «trovare il giusto equilibrio tra i due commerci», sostiene Pietro Lilloni. Per il bene del Paese. «Vedere la città così vuota è un colpo al cuore - ammette Sara Falsetti di Soks -. Poca gente in giro, entra solo chi vuole davvero comprare e troppi locali sfitti. Il nostro store online va bene ma io non vedo l’ora di tornare alla normalità». •

Marta Giansanti
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