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26.03.2019

Bolletta unica
la Loggia ora
sta con A2A

Per 28mila appartamenti bresciani cambia la fatturazione dell’acqua
Per 28mila appartamenti bresciani cambia la fatturazione dell’acqua

«La Loggia, appena appresa la notizia in qualità di azionista di maggioranza ha chiesto ad A2A di non procedere alla bolletta unica condominiale, prevista dal 2018, in applicazione di una regola dell'Authority per la concorrenza e il mercato, mantenendo le utenze individuali per ogni appartamento. Nessun cambiamento in vista per i bresciani, quindi, che continueranno a pagare la fornitura come sempre». Non è il presente ma un passato non remoto. Quando la Giunta emanò questa nota era il luglio 2017. Comunicava di avere stoppato in qualità di socio di maggioranza di A2A (con Milano) la nuova fatturazione dei consumi di acqua nei condomini. A2A Ciclo Idrico aveva deciso di risolvere i contratti di fornitura con i singoli condomini per un unico contratto ed un’unica fatturazione relativa al condominio. Il veto dopo poco più di un anno però cade. A2A è tornata a proporre il cambiamento di sistema e stavolta incassa il nullaosta dell’amministrazione Del Bono. Ieri, in consiglio comunale, l’assessore Fabio Capra ha spiegato l’inversione di rotta rispondendo ad una interrogazione della Lega, partito che già nel 2007 si era schierato contro l’operazione di «semplificazione» della utility. Sottolineava allora e sottolinea adesso che l’addio ai contratti individuali a favore di quelli collettivi favorisce la utility ma non i condomini e gli amministratori di condominio. I quali come un anno fa insorgono: «La decisione trasferisce tutti gli oneri relativi a letture, contabilizzazione e fatturazione sui privati cittadini condomini, garantendo invece ad A2A l’emissione di un numero notevolmente ridotto di bollette con un correlativo azzeramento dei costi di gestione di contatori e incassi». Inoltre, secondo Anaci e Anabi, la società quotata avrà la certezza del pagamento perchè i debiti degli inquilini morosi se li accollerà il condominio. Le organizzazioni degli amministratori denunciano anche che andranno in capo a loro nuovi problemi di ripartizione tra i singoli utenti della somma da pagare.

L’ASSESSORE al Bilancio, Capra, ha chiarito in aula che la situazione, «unica a livello nazionale», riguarda 28 mila appartamenti, pari al 43 per cento degli utenti del comune di Brescia. Ha aggiunto che «è un cambiamento che va fatto obbligatoriamente». E che dopo il primo «tentativo», A2A ha chiesto un parere «terzo»: «Il servizio idrico integrato prevede nel caso degli edifici condominiali la fornitura dell’acqua potabile al limite della proprietà, dove è fissato il contatore cosiddetto “somma“ e la fatturazione misurata su quell’apparecchio». Quanto avviene all’interno della proprietà - ha spiegato - esula dal Servizio idrico integrato. Capra ha anche riferito che la bolletta cumulativa sarà inferiore alla somma di quelle individuali e che contro gli inquilini morosi la spa fornirà assistenza legale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Bargoglio
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