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18.09.2020

Botte alla
madre per
l’alcol. Condanna a due anni e mezzo

Il processo è stato celebrato ieri con rito abbreviato in tribunale a Brescia: condanna a 30 mesi
Il processo è stato celebrato ieri con rito abbreviato in tribunale a Brescia: condanna a 30 mesi

Un anno fa era finito in carcere raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare per i maltrattamenti a cui avrebbe costretto l'anziana madre colpevole solo di non volergli dare i soldi che lui, un 56enne di Prevalle con problemi di alcolismo, avrebbe speso come sempre: bevendo. IERI È ARRIVATA la condanna al termine del processo (in abbreviato) di primo grado: due anni e mezzo di carcere per maltrattamenti e lesioni. Per la procura il 56enne, nell'autunno del 2018 in più occasioni avrebbe minacciato, insultato e persino percosso l'anziana per farsi consegnare qualche euro da spendere in alcol. Una serie di segnalazioni relative a presunte situazioni di violenza all'interno del nucleo familiare, avevano fatto scattare le indagini. Era così emerso il carattere dell'uomo reso violento dalla dipendenza dalla bottiglia. Quando la madre si rifiutava di dargli il denaro, una decina di euro al giorno, il 56enne perdeva la testa. Oltre che con le percosse l'uomo si sfogava sulla madre minacciandola di morte. Comportamenti violenti che in una occasione avevano coinvolto anche la sorella del 56enne intervenuta per difendere la madre. A settembre del 2019 i carabinieri avevano liberato l'anziana dall’ incubo quotidiano. L'uomo era stato arrestato e dopo un periodo passato in carcere ad aprile, con l'emergenza covid, ha ottenuto i domiciliari dove ancora si trova. Il 56enne, che vive nella stessa abitazione della madre ma in un appartamento diverso, nel corso delle indagini aveva negato di avere alzato le mani addosso al genitore. Ieri è arrivata la prima sentenza: 30 mesi di reclusione al termine del processo nel quale il giudice ha disposto una perizia per valutare la capacità di stare a giudizio dell'uomo. La relazione dello psichiatra aveva sottolineato come l'imputato nonostante l'alterazione provocata dall'abuso di alcol, fosse capace di intendere e volere quando maltrattava l'anziana madre. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei anni contestando al 56enne anche il reato di rapina emerso dopo i primi accertamenti. Nel corso di una delle sfuriate avrebbe strattonato e spinto la madre facendola cadere per poi portarle via dalla borsetta i pochi euro che teneva. La querela tardiva ha però portato il giudice a non procedere per questo episodio rendendo di conseguenza meno pesante il carico di accuse a carico del 56enne valsabbino finito nei guai. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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