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23.10.2020 Tags: Brescia

«Brescia chiede
alti standard di
sicurezza: vanno garantiti»

Giovanni Signer: nuovo questore di Brescia SERVIZIO FOTOLIVE/Davide Brunori
Giovanni Signer: nuovo questore di Brescia SERVIZIO FOTOLIVE/Davide Brunori

Ha avuto per il momento poco tempo per visitare la città che lo ospiterà per qualche tempo, ma a Brescia è arrivato conoscendo bene il tessuto economico e sociale della provincia. «È una delle più ricche d'Italia. Lo standard di sicurezza richiesto è alto e va garantito». Primo giorno in via Botticelli, ieri, per il nuovo questore di Brescia, Giovanni Signer. Cinquantotto anni, nisseno, laureato in giurisprudenza e in polizia dal 1988, Signer arriva dalla questura di Caltanissetta raggiunta nel 2017 dopo quasi due anni alla guida di quella di Savona. Prima, un lungo percorso in cui ha ricoperto un po' tutti gli incarichi in capo alla polizia. Dopo essere passato per le Volanti di Torino è tornato in Sicilia col ruolo di funzionario al commissariato di Acireale, in provincia di Catania. Nel capoluogo etneo, salvo un'esperienza nel 1999 alla guida della Mobile di Enna, si è svolta la sua carriera, impegnato tra la Omicidi, l'Anti usura, il quinto Reparto mobile e infine la Mobile che ha guidato dal 2006 vivendo, un anno dopo, la notte degli scontri con gli ultras del Catania all'esterno dello stadio Massimino in cui perse la vita l'ispettore Filippo Raciti. UN ANNO FA, alla guida della questura di Caltanissetta, insieme alla Mobile della città nissena, con l'operazione Leonessa ha eseguito una settantina di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di clan del luogo. «Arrivo da un contesto completamente diverso – ha osservato il nuovo questore – Tanto ambientale, quanto economico. In Sicilia mi sono occupato di criminalità organizzata, spero di potere mettere a disposizione del mio staff l'esperienza maturata». La priorità in questo momento va però all'emergenza Covid. «Faremo rispettare la normativa per impedire alla pandemia di diffondersi, ma non può essere fatto con la “forza”, le persone verranno accompagnate a rispettare le regole fissate a livello locale, regionale o statale. Saremo presenti e vicini ai cittadini per garantire la salute pubblica». Senza dimenticare le altre richieste che arrivano da chi vive in città e provincia. Garantire la percezione di sicurezza è l'altro obiettivo della sua esperienza bresciana. «La richiesta di sicurezza è alta – ribadisce Signer – Nel contrasto alla microcriminalità continueremo nell'attività svolta fino ad oggi. Vorrei conoscere meglio il territorio per capirne pregi e criticità». Tra queste ultime c'è la permeabilità a infiltrazioni mafiose. «Dove c'è denaro e ricchezza la criminalità si insinua – sottolinea il questore – E ora con il possibile arrivo dei finanziamenti per la ripresa dall'emergenza pandemica il rischio cresce. Ci sono settori che sono inquinati e l'arrivo di queste risorse sarà un importante banco di prova». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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