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19.08.2019

Brescia e l’amore
«open air»: ecco la
mappa delle emozioni

Numerosi i posti «da brivido» in provincia di Brescia  secondo trovacamporella.com
Numerosi i posti «da brivido» in provincia di Brescia secondo trovacamporella.com

Campicello, piccolo prato. Ma nell’immaginario collettivo, il riferimento è a senso unico: appartarsi per amoreggiare in campagna. La «camporella» esiste, resiste e lotta insieme a noi contro il logorìo della vita moderna, non solo come icona di una libidine fieramente agreste e nostalgica ma addirittura rilanciandosi come baluardo retro-pop che sgomita fra Tinder e derivati per ritagliarsi il proprio spazio (ergonomico, a misura di abitacolo) ben oltre il confine degli amanti stagionati e passatisti. Dai campi con ardore, il fenomeno è infatti riesploso in grande tendenza anche tra i bollenti spiriti di ultima generazione, apparentemente ormai distanti, non solo per evidenti questioni anagrafiche, dallo stereotipo caricaturale della fila di macchine in movimento notturno sincronizzato: a testimoniarlo è il successo del sito trovacamporella.com, cliccatissimo portale dove gli utenti recensiscono con dovizia di dettagli le alcove «on the road». LANCIATO IN SPAGNA con immediata ribalta internazionale, l’idea di un Tripadvisor a luci rosse è poi divampata anche in Italia, facendo proseliti anche da queste parti grazie all’ammiccante e consolidata formula «Trova nella mappa il posto perfetto per andare in camporella e fare l’amore tranquillamente». E a Brescia e provincia sono quasi un centinaio i gli anfratti di «sex open air» censiti e – appunto – recensiti. Parchi, parchetti, parcheggi, le istruzioni per l’uso si sprecano: dal parco Tarello, dove «basta trovare un albero, un posto appartato, controllare che non venga nessuno e via!», al parcheggio di via Aldo Moro, «vicino ad alcune case ma coperto dagli alberi e dal buio», passando per la zona industriale di Brescia Ovest, «luogo gay e bisex, 24 ore su 24 tutti i giorni dell’anno» e una non meglio precisata area periferica giudicata come «luogo tranquillo per chi cerca divertimento, in auto o nel bagno pubblico». NUMEROSE anche le «dritte» in provincia. In ordine sparso, tra le più pittoresche: la sorgente di Paitone – «Lì si può trovare un piccolo parco con poche panchine, perfetto di notte» - oppure il parcheggio del cimitero di Monticelli Brusati, dove il suggerimento è «raggiungere l’ultima fila di parcheggi in fondo, priva di telecamere e nascosta dalla strada, ideale anche in estate, lasciando anche tranquillamente le portiere aperte» e Villachiara, nel cuore della Bassa «per avventurieri in Love, una strada non frequentata, preferibilmente nel periodo estivo quando il mais è alto. La domenica sera, dopo le 23, sesso con sconosciuti». Ironia della sorte, l’eccezione che conferma la regola del sito si chiama Camporella, che è anche una bucolica frazione di Ramiseto, in provincia di Reggio Emilia, lungo l’appennino emiliano: al momento infatti, nonostante la località abbondi di «zone periferiche, che frequentemente sono impervie e remote» (Wikipedia) nessuno ha ancora fornito contributi a riguardo. •

Elia Zupelli
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