CHIUDI
CHIUDI

24.03.2019

Brescia e le ciclabili: le due ruote per tutti

La rete delle ciclabili a Brescia sempre più estesa FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
La rete delle ciclabili a Brescia sempre più estesa FOTOLIVE/Fabrizio Cattina

La rete ciclabile che si dipana all’interno del territorio comunale non ha nulla da invidiare a quella degli altri capoluoghi di provincia lombardi e, in molti casi, è ben superiore alla media. Le strade dedicate agli amanti delle due ruote sono abbastanza diffuse su tutto il territorio comunale. Le statistiche parlano chiaramente di una Brescia a misura di ciclista sia per gli spostamenti interni ai quartieri, che dalle zone periferiche verso il centro città, ma anche come punto di partenza verso percorsi cicloturistici molto frequentati che si spingono verso i laghi. La prova arriva da un’analisi che Istat ha pubblicato qualche mese fa e che prende in considerazione l’estensione di tutte le piste ciclabili dei Comuni italiani fino al 2016. Brescia è nona a livello nazionale, dietro a grandi città come Milano, Roma e Torino e a capoluoghi storicamente legati alla cultura della bicicletta, tutti concentrati in Emilia Romagna, come Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Ravenna. E negli ultimi anni, la rete ciclabile è cresciuta ancora sia in termini di lunghezza, che di messa in sicurezza degli utenti più deboli della strada. L’INDAGINE di Istat mette in luce che il tema della ciclabilità è sempre più sentito dalle amministrazioni italiane: tra il 2011 e il 2016, la lunghezza delle piste ciclabili in Italia è cresciuta in totale del 21,7 per cento, arrivando a 4370 chilometri complessivi. Brescia fa un’ottima figura: se è nona in merito al chilometraggio delle ciclabili che innervano il territorio comunale (con 135 chilometri di strade dedicate alla due ruote), è quarta per quanto riguarda il rapporto tra la lunghezza delle ciclabili e l’estensione territoriale del Comune (149,8 km ogni 100 km quadrati), superata solo da Padova, Mantova e Torino e facendo molto meglio di Modena, Milano, Bergamo, Pordenone, Treviso, Reggio Emilia e Bolzano. Guardando più nel dettaglio la situazione lombarda, Brescia recita una parte da protagonista. In termini di lunghezza, la Leonessa è al secondo posto: secondo i dati aggiornati al 2018, prima è Milano, staccatissima con 215 chilometri, seguita proprio da Brescia con 140. Medaglia di bronzo lombarda è Mantova, a quota 104 chilometri, molti dei quali si sviluppano lungo le rive del Mincio. Gli altri capoluoghi sono più staccati, dai 70 chilometri di Cremona fino ai soli 7 di Lecco, che chiude la classifica. Anche alla luce del rapporto tra chilometri di piste ciclabili e superficie territoriale del Comune, Brescia si merita la medaglia d’argento: prima stavolta è Mantova, con un rapporto lunghezza/superficie che di attesta a 162,98, mentre Brescia è subito dietro a quota 154,9. Terza c’è Milano a 118,2, seguita da Monza, Bergamo e Cremona. Chiudono ancora Como e Lecco, con un rapporto rispettivamente fissato a 22,2 e a 15,5 GUARDANDO invece ai chilometri di piste ciclabili ogni 10 mila abitanti, la graduatoria si rimescola parzialmente: Mantova resta la capitale lombarda delle vie dedicate alle due ruote, con 21 chilometri ogni 10 mila residenti, mentre le altre sono più staccate. Brescia è quinta, sopravanzata da Cremona, Lodi e Sondrio, anche in virtù della minor densità abitativa di questi capoluoghi di provincia rispetto alla Leonessa. In coda alla classifica, infatti, si trova Milano, che con un milione e 366 mila residenti conta solo 0,15 chilometri di ciclabili ogni 10 mila abitanti. Brescia sorride anche sul versante del bike sharing. Bicimia è un servizio ormai collaudatissimo e diffuso in tutta la città: ci sono 83 stazioni, disseminate in quasi tutti i quartieri e anche gli unici due «orfani», Caionvico e Chiesanuova, saranno presto dotati di uno stallo dedicato alle biciclette da prendere in prestito grazie alla Omnibus card. I NUMERI del servizio di bike sharing del Comune sono molto positivi: gli abbonati hanno sfondato il muro dei 25 mila e possono sfruttare le 410 due ruote a disposizione. Il numero di viaggi totale da quando è partito il servizio (nel 2008, con 24 postazioni) è di quasi tre milioni 800 mila, per un chilometraggio complessivo che arriva a quasi 16 milioni e mezzo. Grazie al bike sharing bresciano, in poco più di dieci anni si sono «risparmiati» quasi due milioni e mezzo di chilogrammi di anidride carbonica nell’aria. Anche i numeri di Bicimia pongono Brescia ai vertici nazionali: solo Torino e Milano vantano numeri più grandi, così dice l’ultimo rapporto sulla sharing mobility in Italia datato 2017. Il documento mostra come le due grandi città siano superiori a Brescia per numero di biciclette, di stalli e di noleggi (e non potrebbe essere altrimenti, alla luce del maggior numero di abitanti), ma Brescia domina nel rapporto tra abitanti e numero di biciclette a disposizione. Il servizio di Bicimia si è anche potenziato grazie all’applicazione «Bresciapp!», che mostra in tempo reale la disponibilità delle bici in tutti gli stalli della città: le stesse informazioni si trovano sulla pagina Internet dedicata a Bicimia. Gli altri capoluoghi di provincia lombardi offrono servizi di bike sharing, ma (Milano a parte) nessuno è paragonabile a Bicimia, né per numero di stalli né per utilizzo: basti pensare che il terzo Comune capoluogo dietro Milano e Brescia è Bergamo, dove le stazioni sono solo 23. Lo sviluppo della rete ciclabile in città è anche valso alla Leonessa la definizione di «Comune ciclabile» da parte della Federazione italiana Amici della bici, che dal 2017 stila l’elenco delle realtà che più si sono impegnate per favorire la mobilità ciclabile all’interno dei proprio confini e che oggi conta 82 Comuni menzionati sul sito www.comuniciclabili.it. Brescia è apparsa nel febbraio del 2018, con quattro «bike smile» (su un massimo di cinque), che misurano l’efficienza dei servizi a favore dei ciclisti: se nella categoria «Cicloturismo» è arrivato solo uno «smile», anche per la penuria di ciclovie di questo tipo in territorio comunale, voti alti sono arrivati in relazione alla regolazione della velocità e del traffico, con tre «smile» e sulla governance del mondo della mobilità ciclabile, che ha meritato 4 ruote su cinque. •

Manuel Venturi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1