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13.07.2020 Tags: Brescia

Brescia-Iseo-Edolo senza bici: scatta il «flash mob» dei Verdi

Il flash mob   è andato in scena nel piazzale della Stazione dove molti ciclisti sono rimasti giù dal treno
Il flash mob è andato in scena nel piazzale della Stazione dove molti ciclisti sono rimasti giù dal treno

Trenord limita l’ingresso delle bici sui convogli? I rappresentanti di Verdi-Europa Brescia e i loro sostenitori protestano con un flash mob nel piazzale della Stazione, in sella alla due ruote. «Il fine settimana scorso centinaia di ciclisti e di appassionati, pronti a raggiungere il lago di Iseo sono rimasti bloccati in stazione. Un disagio incomprensibile creato da Trenord e da Regione Lombardia laddove il cicloturismo è molto presente, proprio come sulla linea Brescia-Iseo-Edolo», chiosa il portavoce provinciale dei Verdi Salvatore Fierro. A INIZIO GIUGNO l’azienda del trasporto ferroviario lombardo aveva disposto il divieto di portare bici in carrozza se non quelle pieghevoli, i monopattini e ogni mezzo non ingombrante «e riposti in modo da consentire l’accesso, la movimentazione e la disposizione dei passeggeri in sicurezza a bordo», come spiegato in una nota. Una decisione presa alla luce di un vero e proprio «assalto» ai convogli con «livelli numerici insostenibili ad ogni ora del giorno, pregiudicando la sicurezza dell’esercizio ferroviario e rendendo impossibile il mantenimento delle distanze imposte dal Covid-19». Tra i principali accusati: i rider, fautori della formula «treno-bici» scelta per raggiungere il proprio posto di lavoro, comportando «una mancanza del rispetto delle regole - non più di 5 bici a carrozza, già prima del Covid - impossibile da contrastare dal personale ferroviario». Un'«invasione», però, avvenuta in pieno lockdown. Da qui l’interdizione alle due ruote e le conseguenti proteste. Il 27 giugno trovata una soluzione: individuare alcuni convogli delle tratte più frequentate e nelle ore di punta, su cui riservare carrozze «ad uso esclusivo per il trasporto di biciclette in modo da poter garantire a tutti i passeggeri un viaggio in totale sicurezza». Circa 700 treni: grandi escluse dalla lista, però, alcune direttrici «in cui il turismo su due ruote - spiegano i Verdi - è molto presente». In primis, appunto, la Brescia-Iseo-Edolo. Un sonoro e deludente divieto per i ciclisti diretti verso il lago, la Franciacorta e la Valcamonica. «Una decisione in netto contrasto con le politiche di integrazione ferro-bici e di sviluppo della mobilità sostenibile, ma a quanto pare solo a parole, anche da Lombardia e da Trenord - rimarca Fierro -. Solo un’azienda come Trenord e una regione come la Lombardia potevano deliberare il divieto del trasporto delle biciclette sui treni regionali previsto dal contratto di servizio 2015-2020». Una critica, per il mancato rispetto del principio di salvaguardia ambientale e della salute pubblica, che non ha risparmiato neppure l’amministrazione comunale di Brescia accusata dai Verdi di sostenere un «ambientalismo di facciata. Disporre di un parco mezzi rinnovato è importantissimo e ne va dato atto - conclude Fierro - ma eviterei di fare sfilate in piazza Vittoria, dove ogni giorno 580 auto private si muovono dal parcheggio sotterraneo incrementando, di fatto, l’inquinamento cittadino». Una «contraddizione», la definisce Fierro, «in una delle città più inquinate d’Italia e d’Europa» che potrebbe essere facilmente evitata attraverso «la realizzazione di parcheggi scambiatori nelle zone periferiche e la pedonalizzazione dell’intero centro storico». •

Marta Giansanti
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