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27.11.2020 Tags: Brescia

Brescia-Iseo-Edolo,
si viaggerà
a idrogeno

Entro il 2026 sulla Brescia-Iseo-Edolo si viaggerà in modalità eco-sostenibile grazie ai nuovi convogli a idrogeno di ultima generazione
Entro il 2026 sulla Brescia-Iseo-Edolo si viaggerà in modalità eco-sostenibile grazie ai nuovi convogli a idrogeno di ultima generazione

La Valle Camonica e il Sebino sono pronti a diventare la prima «Hydrogen valley» d’Italia. Entro il 2026, infatti, l’intera flotta dei 14 treni a gasolio che circolano sui cento chilometri della Brescia-Iseo-Edolo, che trasportano circa 50 milioni di passeggeri all’anno, sarà sostituita da convogli alimentati esclusivamente ad idrogeno, grazie ad impianti costruiti nelle immediate vicinanze dei binari. L’ANNUNCIO è arrivato ieri ed è frutto di una partnership tra Fnm e Trenord: i primi 6 treni ad idrogeno arriveranno entro il 2023, mentre per gli altri 8 bisognerà attendere altri tre anni. Un progetto che, a regime, prevede un investimento che viaggia tra i 250 e i 300 milioni di euro, che comprendono l’acquisto dei treni, la costruzione delle centrali e l’ammodernamento delle infrastrutture e che rappresenta solo il primo passo per rendere la Valle Camonica completamente «green». Fnma Autoservizi, società al 100 per cento di Fnm, vuole infatti sostituire entro il 2025 anche i quaranta mezzi gestiti per il trasporto pubblico locale, che saranno alimentati totalmente ad idrogeno. «Questo progetto consente di poter viaggiare ad impatto zero: è inserito nella visione strategica di Fnm, volta ad una totale decarbonizzazione, è un salto quantico verso l’economia circolare - ha affermato Andrea Gibelli, presidente di Fnm -. Le comunità locali saranno coinvolte direttamente e puntiamo a replicare il progetto in altre aree del Paese: ma costruire una filiera dell’idrogeno in Valle Camonica prescinde dal campo della mobilità e può diventare caratterizzante per l’intero territorio ed essere un esempio per tutto il Paese». La Valle Camonica e il Sebino sono stati scelti soprattutto per la presenza di un centinaio di centrali idroelettriche sul territorio, alcune delle quali molto vicine alla linea ferroviaria: Fnm e Trenord sono già in contatto con le grandi multiutility che gestiscono gli impianti per proseguire con il progetto. Come ha spiegato Marco Piuri, ad di Trenord e direttore generale di Fnm, il primo passo sarà l’introduzione di sei nuovi treni, sviluppati negli ultimi diciotto mesi con Alstom Italia (società che ha già dato vita a treni ad idrogeno che circolano in Bassa Sassonia, in Germania: per l’Italia, Alstom realizzerà treni praticamente identici agli attuali Donizetti in uso a Trenord, ma alimentati a idrogeno), e la parallela costruzione di una centrale a idrogeno a Iseo, che sorgerà nell’area del deposito di Trenord dove oggi viene effettuato il rifornimento dei treni diesel e che permetterà la produzione di 800 chilogrammi di idrogeno al giorno. «Seguirà poi la sostituzione degli altri otto convogli, ma dovremo realizzare uno o due impianti ulteriori per permettere la produzione di 2 mila kg giornalieri per poter alimentare tutti i treni – spiega Piuri -. Grazie all’idrolisi, potremo produrre idrogeno completamente sostenibile». IL TERZO PASSO sarà l’alimentazione a idrogeno anche del trasporto pubblico locale in Valle, primo tra tutti il progetto che porterà i quaranta mezzi di Fnma Autoservizi ora circolanti ad essere a «impatto zero» entro il 2025. «I treni della linea saranno innovativi, anche per il design e per il fatto che saranno realizzati con materiali riciclabili fino al 95 per cento - ha sottolineato Michele Viale, direttore generale di Alstom Italia, che nel Paese ha 18 stabilimenti e oltre 3 mila dipendenti -. Portare l’idrogeno in Italia è un passo avanti nella tecnologia, i nuovi treni garantiranno le stesse prestazioni degli attuali a diesel ma con consumi molto bassi e nessuna emissione nell’atmosfera». La prima parte dell’investimento impegnerà una cifra di circa 160 milioni, che potranno arrivare a sfiorare i 300 milioni in caso di realizzazione di tutto il progetto: per reperire i fondi, Fnm e Trenord hanno assicurato che ci sono già contatti con i ministeri di Trasporti e Sviluppo economico (interessati anche a una replicabilità del modello in altre zone del Paese), anche per avere accesso al Recovery fund o al sostegno per l’Industria 4.0. Al progetto ha plaudito il presidente lombardo Attilio Fontana, secondo cui «questo è uno scatto verso il Green New deal europeo e per il futuro della nostra Regione: da qui dobbiamo ripartire per il post-Covid e per la Lombardia dei prossimi decenni, che dovrà essere un territorio unico». «Realizzare la mobilità sostenibile - commenta l'assessore alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi - significa supportare progetti concreti come questo. Caratteristica ancora più importante in una Regione densamente popolata come la Lombardia». •

Manuel Venturi
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