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13.07.2020

Brescia, la lenta
ripresa. Rami e
alberi ovunque e centinaia di interventi

Cittadini al lavoro per rimuovere gli alberi abbattuti dal vento Vigili del fuoco intervenuti in via Locchi per problemi a un tetto Uno degli alberi divelti dal vento nel cimitero Vantiniano La furia della natura che si è abbattuta su un’automobile
Cittadini al lavoro per rimuovere gli alberi abbattuti dal vento Vigili del fuoco intervenuti in via Locchi per problemi a un tetto Uno degli alberi divelti dal vento nel cimitero Vantiniano La furia della natura che si è abbattuta su un’automobile

A quei minuti infiniti di furia della natura hanno fatto seguito ore e ore di lavoro. Da parte dei vigili del fuoco, della Protezione civile, delle forze dell’ordine. Ma non è stata solo una questione di centralini intasati. I bresciani hanno sì chiamato, ma si sono anche rimboccati le maniche per porre rimedio al nubifragio, ma soprattutto alle raffiche di vento che sabato pomeriggio hanno causato danni in diverse zone della città. GLI INTERVENTI sono stati centinaia e oggi, con ogni probabilità sarà possibile avere una quantificazione più precisa soprattutto degli alberi divelti o spezzati. Ma ci sono stati anche tetti danneggiati, calcinacci caduti, qualche allagamento di cantina. «L’aspetto che maggiormente rileva - evidenzia Valter Muchetti, assessore alla Protezione Civile - è che non ci siano state conseguenze per le persone». La macchina della Protezione civile, in realtà si era messa in moto prima che il nubifragio s’abbattesse su Brescia con l’allerta giallo sulla pagina Facebook del Comune. Ma sin dai minuti successivi alla bufera d’acqua, vento e grandine è iniziato il lavoro per eliminare i pericoli e mettere tutto in sicurezza. A partire dai cimiteri che nel fine settimana sono maggiormente frequentati e dove gli alberi, anche di grosse dimensioni hanno riportato parecchi danni. Per questo ieri e oggi sono chiusi. Tra gli aspetti di particolare rilevanza il fatto che nessun cittadino a Brescia è stato evacuato dalla propria abitazione. I danni ai tetti non sono mancati, insomma, ma nessuno ha dovuto lasciare casa. «L’epicentro - siega l’assessore Muchetti - è stato nella zona a nord- ovest della città». Si è rivelata necessaria la chiusura di Parco Ducos e Campo Marte oltre al Parco delle Stagioni. Altro aspetto delicato è rappresentato dai Cre, le sezioni estive di scuola comunali: «Sono chiusi quelli di Tiboni e Abba, mentre per altre cinque scuole si svolgeranno solamente all’interno con divieto d’accesso ai giardini». La Protezione Civile, prosegue Muchetti «è stata attivata dai vigili del fuoco e sono stati impegnati il gruppo della Val Carobbio e gli alpini. Si sono occupati principalmente di spostare le piante dalle vie e dalle strade». In quanto alla viabilità, stamattina è stata riaperta la strada che porta in Maddalena». Rimane il fatto che «si è trattato di un evento straordinario. La manutenzione ordinaria viene fatta, è una città molto ricca di verde. Il problema è che proprio le piante alte rischiano di essere divelte». Sui danni agli alberi l’assessore all’ambiente Miriam Cominelli ritiene di poter avere qualche dato meno generico nella giornata di oggi. NELLA SERATA di ieri, in ogni caso, il lavoro da portare a termine per i vigili del fuoco era ancora parecchio. Intorno alle 20 era di 190 il numero di interventi dei vigili del fuoco, tra quelli conclusi e quelli ancora da portare a termine. Nell’area colpita dall’ondata di maltempo, sempre nella serata di ieri, erano impegnate 13 squadre con 17 mezzi. Ma il lavoro è stato tanto anche per i volontari della protezione Civile, gruppo Val Carobbio, impegnati fino a notte fonda, tra sabato e domenica. Una risposta notevole quindi quella delle istituzioni, dei professionisti e dei volontari che ancora una volta Brescia ha saputo dare. Con ogni probabilità ci vorranno almeno alcuni giorni. Questo evidentemente con riferimento agli alberi. Tempi più lunghi saranno invece quelli necessari per gli interventi edili. Ora siamo ancora nella fase della stima dei danni, senza che questo impedisca di lavorare quanto più possibile, come si è visto, per porre rimedio alle conseguenze dell’ondata di maltempo. Una situazione che in ogni caso, vista la forza con cui la bufera si è abbattuta su Brescia, avrebbe potuto essere molto più grave. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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