CHIUDI
CHIUDI

20.11.2020 Tags: Brescia

Brescia, la «zona
rossa» (per
ora) resiste

Piazza Loggia deserta, bar e ristoranti chiusi per il lockdown. Brescia resta in zona rossa
Piazza Loggia deserta, bar e ristoranti chiusi per il lockdown. Brescia resta in zona rossa

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante un punto stampa, parlando dell'emergenza Covid ha rimarcato come la linea che sarà seguita è quella concordata con i sindaci dei capoluoghi, compreso Emilio Del Bono. «Ho avuto due incontri con sindaci comuni capoluogo e presidenti province per una valutazione della situazione - ha detto Fontana -. E tutti quanti abbiamo deciso di continuare questa battaglia in maniera unitaria, di non fare richieste di differenziazione territoriali, anche sulla base degli esami dei dati che confermano come in questo momento l'epidemia in regione sta assumendo un comportamento unitario, cioè i dati delle singole province sono sovrapponibili. E' importante la volontà di continuare in modo unitario questa battaglia, come unitaria fu la scelta di assumere l'ordinanza del 22 ottobre». Del Bono scende maggiormente nel dettaglio, dando più precisi confini temporali alla decisione assunta con la Regione: «Ci aggiorneremo tra una settimana, questo abbiamo stabilito. La decisione di muoverci unitariamente è dunque una decisione che vale per questa settimana. Poi vedremo». IL SINDACO di Brescia non esclude che la strategia possa cambiare e si cominci a ragionare a livello subregionale: «Del resto, una differenziazione è prevista dal Dpcm e ne ha parlato anche il premier Conte». A condizionare le scelte sul grado di rigidità delle misure «è l’andamento dei contagi. Il trend pare in leggero miglioramento, ed è il trend a fare fede». Insomma, i sindaci tengono come riferimento «sacro» la curva del contagio, non fanno campagne preconcette per la zona arancione. Questo spiega Del Bono, che prima di incontrare, ieri, Fontana e confrontarsi con i colleghi lombardi, aveva espresso questi concetti all’assemblea dell’Anci. Un intervento che però era stato criticato dall’assessore regionale Caparini con toni che ieri sono stati ripresi dal gruppo consiliare della Lega in Loggia. Massimo Tacconi e Melania Gastaldi si sono detti «sorpresi per le dichiarazioni del sindaco». Al quale attribuiscono la volontà di spingere in zona arancio Brescia, mettendosi in contraddizione con la sua delegata e consigliere di maggioranza, Donatella Albini: «Sindaco e delegata sono su due posizioni diverse evidentemente. Questa spaccatura in maggioranza crea confusione ai cittadini, visto che il sindaco dice una cosa e chi ha delegato un’altra». Del Bono replica: «La spaccatura semmai è nella Lega, sono i sindaci leghisti che chiedono di passare in zona arancio, senza contare poi il livello nazionale che vorrebbe aprire tutto. Predicozzi del genere dalla Lega sono ridicoli». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.B.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1